Blockchain agroalimentare, Sala e Rolfi: fase avvio chiusa a metà febbraio

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Approvata all’ unanimità la risoluzione del Consiglio regionale

La sperimentazione della blockchain al comparto agroalimentare partita nei mesi scorsi sta per giungere alla conclusione. I risultati saranno analizzati per capire come trasformare il sistema della tracciabilità degli alimenti di origine animale in  un servizio stabile e consolidato. Di blockchain si è parlato in Consiglio regionale  in occasione dell’approvazione, all’unanimità, di una risoluzione riguardante la creazione di una piattaforma informatica multifunzionale e l’applicazione dei servizi di tracciabilità e rintracciabilità ai prodotti agroalimentari.

Blockchain, da sperimentazione a permanente

“Nel mese di dicembre è partita una fase di valutazione e sperimentazione del sistema blockchain sviluppato con l’avvio di una consultazione pubblica rivolta a consumatori e stakeholder rilevanti per il processo di tracciamento delle filiere. Questo passaggio si sta ora concludendo. Successivamente  analizzeremo i risultati per capire come rendere la sperimentazione un servizio stabile e consolidato a disposizione dei cittadini Lombardi”. Lo hanno detto il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala e l’assessore all’ Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

Agroalimentare lombardo

“Si tratta – ha aggiunto l’assessore Rolfi – di un sistema che applicato alla tracciabilità degli alimenti di origine animale può svolgere un ruolo fondamentale a tutela del consumatore contro frodi e contraffazioni e al contempo può contribuire a garantire l’autenticità dei dati per assicurare la qualità del prodotto. Abbiamo deciso di iniziare il percorso con le filiere di carne e latte perché sono alla base dell’alimentazione e dell’economia della Lombardia. Il nostro comparto agroalimentare è il più sicuro e controllato al mondo. Vogliamo valorizzarlo anche con questi sistemi”

Sviluppo della  Lombardia

“Ci stiamo concentrando per estendere le sperimentazioni blockchain a tutto il territorio lombardo – ha sottolineato Fabrizio Sala – coinvolgendo anche diversi ambiti, partendo da imprese e sanità. Un ringraziamento a tutto il Consiglio regionale per l’attenzione rivolta a questo settore e per avere nuovamente espresso voto favorevole all’ unanimità, come avvenuto qualche mese fa per l’approvazione del Programma strategico triennale per la ricerca e l’innovazione. Questo testimonia – ha concluso Sala – che i temi in questione sono fondamentali per lo sviluppo della Lombardia” .

Tracciabilità e trasparenza

L’obiettivo della sperimentazione sui prodotti agroalimentari è stato quello di dare evidenza dell’attività e dei controlli svolti da tutti gli attori e organi intermedi a vantaggio del consumatore finale, perché garantisce la tracciabilità e la trasparenza delle filiere.

Il cittadino con il proprio smartphone può certificare l’esistenza dei dati relativi alla storia del prodotto in un preciso momento e la correttezza delle informazioni, con la garanzia di affidabilità e tracciabilità fornita dalla tecnologia blockchain, che consente di registrare i dati in maniera immutabile.

blockchain prodotti

QR code

Con una semplice scansione del Qr code, posizionato sull’ etichetta della confezione di carne o della bottiglia di latte, attraverso la fotocamera del cellulare il consumatore può risalire alla storia degli alimenti e visualizzare le informazioni generali del prodotto carne (matricola del bovino, paese di nascita o alimentazione) o del latte (scadenza, provenienza del latte crudo o contenuto proteico).

 Basta un click

“Con un click – ha concluso Fabio Rolfi – si può risalire agli allevamenti dove è stato allevato il capo o agli impianti di trasformazione che hanno elaborato la materia prima e accedere quindi ai dettagli e ai controlli che hanno portato al prodotto finito” .

Dati

La sperimentazione è realizzata in collaborazione con il Consorzio lombardo produttori carni bovine, composto da 421 soci e 491 allevamenti con un patrimonio zootecnico di oltre 100 mila bovini, e con la Latteria sociale Valtellina, società che tratta oltre 33 milioni di litri all’ anno di latte.

ram/ben

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