battaglia contro violenza donne

In Lombardia 27 Reti, 54 Centri antiviolenza e 125 ‘Strutture’ tra Case rifugio e Case di accoglienza

Regione Lombardia è in prima linea per affrontare questa battaglia contro la violenza sulle donne. In tal senso amplieremo il nostro raggio d’azione, aumentando la dotazione finanziaria disponibile e attivando corsi specifici nelle scuole lombarde. Si tratta, innanzitutto, di una battaglia culturale, che non può essere vinta solo con disposizioni normative. Dobbiamo, intervenire anche sulla formazione, per fare in modo che la violenza contro le donne diventi un drammatico retaggio del passato”. Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo in Consiglio regionale in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Il Consiglio regionale ha, infatti, dedicato, martedì 23 novembre, un momento di riflessione al tema.

La maglietta con la parola ‘Rispetto’

battaglia contro violenza donne

Nel corso della seduta, per esprimere vicinanza e solidarietà a tutte le donne maltrattate, i componenti della Giunta e i consiglieri regionali hanno indossato una maglietta con la parola ‘Rispetto’, che richiama la campagna internazionale ‘Orange the World’ di attivismo contro la violenza sulle donne e le tante iniziative regionali concrete portate avanti negli anni con la campagna #Nonseidasola.

Locatelli: Regione in costante rapporto con attori del territorio

battaglia violenza sulle donne

“Regione Lombardia – ha aggiunto poi l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Alessandra Locatelli – ha consolidato il raccordo con i principali soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto della violenza contro le donne. Sostenendo e rafforzando le 27 Reti interistituzionali territoriali antiviolenza presenti sul territorio lombardo. Nonchè mettendo in campo azioni e interventi sempre più rispondenti alle esigenze delle donne vittime di violenza”. “Le 27 Reti, infatti, costituiscono – ha sottolineato l’assessore – l’interlocutore privilegiato attraverso cui si snoda la programmazione territoriale regionale. Sono composte dai Comuni in qualità di capofila, da 54 Centri Antiviolenza e 125 tra Case Rifugio e Case di accoglienza”. “Ciò – ha concluso l’assessore Locatelli – oltre a una pluralità di altri soggetti che intervengono nella realizzazione dei percorsi delle donne per la fuoriuscita dalla situazione di violenza”.

mac

Clicca su una stella per valutare l'articolo!

Punteggio medio 0 / 5. Voti: 0