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RFI, di proprietà statale, in Lombardia gestisce 1.700 km di rete su 2.000. Eppure non investe

Querelle Lombardia-Roma sulle ferrovie in relazione alle tratte regionali. “I ministri che ci governano hanno una strana concezione della Lombardia. Un modo di ragionare tutto loro: siamo il motore trainante del Paese, eppure non perdono occasione per venire nella nostra regione e vomitare insulti e critiche contro di noi”. L’assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Lombardia replica così alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti. “Non risulta – prosegue l’assessore – che il ministro abbia mai chiesto alla Regione un confronto sulla qualità del servizio ferroviario. È vero il contrario, cioè che come Regione abbiamo sollecitato ripetutamente il Governo ad attivarsi per migliorare le infrastrutture di pertinenza statale”.

Binario unico su 56% della rete per mancati investimenti dello Stato

“In Lombardia – ricorda l’assessore – su 2.000 chilometri di rete oltre 1.700 sono gestiti da Rfi, società delle Ferrovie dello Stato. Questa fa riferimento proprio al Governo. Strano che il ministro non lo sappia, dovrebbe farselo spiegare. Se molti collegamenti ferroviari importanti sono a binario unico (il 56% della rete è a binario unico), è proprio perché negli anni lo Stato non ha investito a sufficienza in Lombardia, la quale, ricordiamolo, vanta un enorme residuo fiscale. Risorse che prendono i binari di Roma per non tornare in Lombardia”.

Da Trenitalia mezzi vecchi, materiale rinnovato con 1,6 miliardi di fondi regionali

“Se il servizio in Lombardia non è ottimale – sottolinea l’assessore – è anche perché Trenitalia del gruppo Ferrovie dello Stato, proprietaria al 50% di Trenord, ha rifilato a Trenord treni vecchi. Lo ha fatto senza preoccuparsi di rinnovare il materiale rotabile. A questo sta pensando Regione Lombardia con 1,6 miliardi di investimenti per i treni nuovi. Detto questo, ci confronteremo con piacere con il ministro in modo da ribadire tutte le carenze della rete statale e chiedere gli interventi che i lombardi attendono da troppo tempo”.

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