Prorogata fino al 2027 concessione Eni Villafortuna Trecate

Assessore: prorogata al 2027 concessione Eni, con pripristino ambientale pozzi

Opere a Bernate Ticino (MI) e Robecchetto con Induno (MI) con sistemazione finale delle aree

Proroga concessione Eni ‘Villafortuna-Trecate’ senza nuovi interventi. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha approvato una delibera che proroga fino al 1° gennaio 2027 ‘Villafortuna-Trecate’, la concessione di Eni spa in provincia di Milano per la ‘coltivazione’ di idrocarburi liquidi e gassosi. La delibera recepisce la volontà d’intesa Stato-Regione su un’istanza di proroga che non prevede spese e/o entrate per la Lombardia, ed esprime un assenso in materia al ministero della Transizione ecologia e alle amministrazioni comunali coinvolte: Bernate Ticino (Mi) e Robecchetto con Induno (Mi).

Non previsti ulteriori lavori di ricerca

“Si tratta – dice Raffaele Cattaneo – di un’istanza di proroga delle attività in corso, che non prevede interventi sul territorio. Ma l’utilizzo degli impianti e dei pozzi in esercizio, senza la previsione di ulteriori lavori di ricerca. Il tutto in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente”.

Prosecuzione produzione pozzi in Piemonte

Proroga concessione Villafortuna-Trecate dell’Eni. I lavori da effettuare da qui al 2027 prevedono la prosecuzione della produzione attraverso i pozzi esistenti e ancora funzionanti, che sorgono in Piemonte. Quindi l’attività di monitoraggio e manutenzione per garantire la massima resa delle ‘riserve tecniche’ del campo. Interventi di ottimizzazione sui pozzi e sugli impianti di produzione. Ed infine la realizzazione delle azioni propedeutiche a migliorarne la produttività.

Interventi ripristino a Bernate Ticino e Robecchetto con Induno

“La chiusura mineraria – conclude Cattaneo – con la completa rimozione degli impianti di produzione dei pozzi ‘Trecate 3’ e ‘Trecate 18’ di Bernate Ticino (Mi), ‘Villafortuna 4’ e ‘Villafortuna 14’ di Robecchetto con Induno (Mi), prevede il loro ripristino ambientale. Una riattivazione che deve essere comprensiva, ad attività lavorativa cessata, della sistemazione finale delle aree di cantiere”.

Come da intesa Stato-Regione, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettera c) dell’Accordo procedimentale del 24 aprile 2001.

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