asili nido in Lombardia

Assessore: in Lombardia strutture operative purché si attengano a linee guida e a disposizioni regionali

Riaprono in Lombardia gli asili nido e i servizi per l’infanzia. “Un’ottima notizia per i bambini e per le loro famiglie. È stato messo in campo uno sforzo importante per permettere a questi servizi di riprendere le loro attività il prima possibile, garantendo allo stesso tempo il necessario rispetto delle norme sanitarie. Per questo voglio ringraziare tutte le parti coinvolte e sottolineare il clima di grande collaborazione e partecipazione in cui si sono svolti gli incontri”. Così l’assessore della regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità commenta la ripresa dei servizi per l’infanzia. Da oggi, infatti, gli asili nido e, più in generale, tutti i servizi per l’infanzia (0-3 anni), possono riprendere la propria attività sull’intero territorio regionale, attenendosi alle linee guida e alle necessarie misure di sicurezza.

Piena autonomia per la massima sicurezza

“Naturalmente – ha precisato l’assessore – la riapertura dei servizi in data 1 settembre non è un obbligo. Al contrario, abbiamo dato facoltà ai gestori, sia pubblici che privati, di individuare in autonomia, tenendo soprattutto in considerazione le necessità delle famiglie, la data di ripresa delle attività in modo da poter garantire la massima sicurezza per tutti, bambini, famiglie ed operatori”.

Previsti gruppi stabili e ‘Patto di corresponsabilità’

Condizione imprescindibile per potere riaprire in sicurezza sarà rispettare le disposizioni delle linee guida nazionali e delle ordinanze regionali. In questi documenti viene raccomandata una suddivisione dei bambini in gruppi stabili. Viene ribadita la necessità di garantire la tutela dei minori con fragilità e viene prevista la possibilità di effettuare test diagnostici per gli operatori dei nidi e degli altri servizi per l’infanzia. Si pone quindi l’accento su formazione, informazione e monitoraggio. Inoltre, la misurazione della temperatura corporea prima di entrare nelle strutture è fortemente raccomandata. In caso di valore superiore a 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso alla struttura e dovrà subito essere contattato il medico curante. Infine, c’è il ‘Patto di corresponsabilità’: pensato come uno strumento efficace di prevenzione, richiede la collaborazione e la responsabilità sia da parte dell’ente gestore che della famiglia.

Nuove figure professionali per monitorare la sicurezza

“Ritengo fondamentale – ha aggiunto l’assessore – una ripresa delle attività dei nidi. Questo consentirà ai bambini di poter continuare il loro percorso di crescita in un ambiente educativo appropriato e in tutta sicurezza. Si potrà, così, tener conto in egual misura dell’esigenza di prevenzione e gestione del rischio e del rientro al lavoro dei genitori dei bimbi. A tale proposito, vista la inevitabile maggiore complessità normativa ed organizzativa, abbiamo concordato con le ATS un’azione di sostegno alla riapertura attraverso la messa a disposizione di nuove figure professionali. Saranno almeno 30 in tutta la Lombardia, opereranno all’interno del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria (DIPS), e collaboreranno con la Vigilanza, gli Ambiti territoriali e gli Enti gestori.

Pronti a intervenire rapidamente in caso di criticità

Il loro compito sarà facilitare l’adozione degli opportuni strumenti di prevenzione, per intervenire con celerità nelle situazioni di criticità, attivando tutte le risorse necessarie. Queste persone inoltre avranno il compito di offrire un supporto agli enti gestori. Dovranno monitorare l’applicazione dei sistemi di prevenzione previsti, nonché raccogliere segnalazioni da parte dei gestori stessi, degli operatori e delle famiglie”.

Bimbi e famiglie sono tra le priorità per la Regione

“Il tema degli asili nido e dei servizi per l’infanzia – ha concluso l’assessore – è fondamentale per noi. La priorità della Regione Lombardia è, in questo momento, quella di conciliare il diritto alla socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini e delle bambine, con la necessità di tutelare la loro salute. E con la loro quella delle famiglie e del personale educativo e ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative”.

dbc