Coronavirus, Galli: no a rigurgito centralista, da premiare con autonomia regioni virtuose

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“No a un rigurgito centralista da parte del Governo, Pd e Iv stanno strumentalizzando la tragedia del coronavirus per rilanciare il loro progetto centralista già bocciato due volte in tempi recenti dai cittadini lombardi pro autonomia e italiani”. Lo afferma l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli.

Riforma centralista bocciata nel 2016

“Nel dicembre 2016 – aggiunge l’assessore – lo ricordiamo a Orlando e alla Boschi che parlano di centralizzare le competenze regionali in materia sanitaria. I cittadini hanno bocciato la loro riforma costituzionale centralista che svuotava le Regioni delle proprie competenze”.

Referendum 2017, da Lombardia e Veneto richiesta di maggiore autonomia

“Meno di un anno dopo – evidenzia Galli – nell’ottobre 2017, milioni di cittadini lombardi e veneti hanno chiesto, con un referendum consultivo territoriale, una maggiore autonomia per le loro Regioni. Il cambio di Governo nel 2019 ha purtroppo bloccato l’iter dell’autonomia regionale ex articolo 116 della Costituzione”.

Da Covid19 emerge eccellenza organizzazione sanitaria lombarda

“Tuttavia i fatti – dice ancora l’assessore all’Autonomia e Cultura – in questa emergenza connessa alla diffusione del Covid19, hanno dimostrato che l’eccellenza dell’organizzazione sanitaria in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, le tre Regioni che hanno avviato l’iter per l’autonomia regionale differenziata, è stata decisiva nel fronteggiare l’epidemia. Ciò è avvenuto ‘malgrado’ lo Stato, sordo alle richieste e alle sollecitazioni regionali. Sono i fatti a confermare la necessità di dare maggiore autonomia alle Regioni virtuose. Se l’avessero avuta avrebbero dimostrato tutta la loro efficienza, varando delle misure sicuramente più incisive per contrastare l’epidemia. Misure poi adottabili anche da altre regioni”.

Visione centralista non realistica

“La dinamica e i tempi di diffusione dell’epidemia dimostrano infatti – conclude Galli – che non è realistico avere una visione centralista, negando le legittime richieste di autonomia differenziata a Lombardia, Veneto ed Emilia”.

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