coronavirus latte

Rolfi in videoconferenza con associazioni di categoria
L’assessore: fare sistema per valorizzare latte italiano

“Il settore del latte, a seguito dell’emergenza coronavirus, sta attraversando difficoltà per le quali serve un intervento di sistema. La crisi della ristorazione e dell’industria alberghiera rischia di pesare con un mancato ritiro già oggi stimabile in 3.000 tonnellate di latte sulle 16.000 che si registrano solitamente in Lombardia a marzo. Proprio per questo, ho invitato i rappresentanti dell’industria della trasformazione a fare il possibile per sostituire i quantitativi di latte e di cagliate stranieri, ancora oggi utilizzati, con latte italiano. Si può fare in una logica di solidarietà nazionale e di settore”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, che, venerdì 13 marzo, ha convocato una videoconferenza per discutere della situazione di emergenza del settore lattiero caseario causata dalla diffusione del Covid-19.

I presenti

Hanno partecipato i rappresentanti di Assolatte, del Consorzio Grana Padano, Assica, Aral, Confcooperative, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Cia Lombardia e Copagri
Lombardia.

Lombardia produce 44% del latte italiano

“La Lombardia – ha affermato l’assessore – produce il 44% del latte italiano. Bisogna avere visione di filiera tra mondo agricolo e settore della trasformazione“.

Gestione dell’emergenza

“Per affrontare questa situazione di emergenza – ha continuato – stiamo operando affinché almeno 500 tonnellate di materia prima vengano indirizzate alla produzione di siero in polvere di uso zootecnico”.

Contrazione della produzione

“Nel contempo – ha spiegato l’assessore – si è condivisa la necessità che il mondo agricolo attui una ragionevole e sostenibile contrazione della produzione alla stalla”. “Questo – ha aggiunto – anche per non abbassare il valore della materia prima”.

Prosegua la raccolta massima

“È fondamentale – ha rimarcato l’assessore Rolfi – che prosegua la raccolta della massima quantità di latte consentita dalla fase emergenziale soprattutto per quei prodotti non immediatamente interessati dalla crisi di consumo, come i circuiti Dop, evitando fenomeni speculativi e rispettando gli impegni contrattuali”.

Peso dell’emergenza

“Nessuno – ha spiegato – deve scaricare sugli allevatori il peso dell’emergenza”.

Tavolo permanente

“Nel Tavolo, che sarà permanente per monitorare la situazione, abbiamo convenuto – ha aggiunto Rolfi – di sostenere un’azione comune sul Ministero. Affinché i bandi per i prodotti caseari agli indigenti siano potenziati e orientati verso prodotti realizzati con latte italiano e possibilmente lombardo”.

Modo concreto

“È un modo concreto – ha sottolineato – per recuperare latte in eccesso evitando sprechi e salvaguardando il prezzo”.

Il mondo della grande distribuzione

“Coinvolgeremo anche il mondo della Gdo – ha concluso l’assessore Rolfi – richiamando a una maggiore sensibilità nella valorizzazione della materia prima italiana per i prodotti venduti nei supermercati”.

gus

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