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Il governatore: al via la sperimentazione sul farmaco ‘Avigan’

“State a casa, è l’unico modo per evitare che l’infezione del coronavirus continui a diffondersi e che un giorno non ci siano più letti per tutti i malati, come dice Mattia. Ora lasciamolo tranquillo, ha bisogno di riprendersi, di ritrovare quella serenità che credo in questi giorni gli sia un po’ mancata. Grazie Mattia per la forza che hai dimostrato e per il messaggio che ci hai lanciato”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando il messaggio audio inviato da Mattia, il cosiddetto ‘paziente 1′, guarito e dimesso dall’ospedale San Matteo di Pavia, nel corso della consueta diretta Facebook di aggiornamento sull’emergenza Coronavirus.

Una buona notizia

Il governatore ha comunicato anche un’altra buona notizia circa la sperimentazione del farmaco ‘Avigan‘, che in Giappone si sarebbe rivelato utile alla cura del Coronavirus.

Sperimentazione Avigan

“Da martedì 24 marzo – ha annunciato – partirà la sperimentazione dell’Avigan. Il ministro Speranza ha risposto immediatamente alle mie sollecitazioni della mattinata di lunedì 23 marzo e, grazie anche all’intervento dell’assessore Davide Caparini, che è anche membro dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), il farmaco potrà essere testato, con l’autorizzazione del presidente della stessa Agenzia. Non sappiamo se sia efficace o meno, ma è giusto provare ogni strada. E speriamo davvero dia risultati e contribuisca a eliminare questo maledetto virus”.

Audio messaggio a Fontana: si può guarire, ma indispensabile stare a casa

“Da questa mia esperienza le persone devono capire che è importante stare in casa, la prevenzione è indispensabile per non diffondere il virus, anche a costo di allontanarsi dagli amici e dai propri cari; non sappiamo chi può essere contagioso”. Questo ha detto Mattia, il ‘paziente 1’ che, è stato dimesso ed è a casa e ha voluto inviare, attraverso un messaggio audio mandato al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, un accorato appello “a stare a casa”

Grazie a personale ospedali Pavia e Codogno

“Adesso – ha aggiunto – rispetto al periodo in cui sono stato ricoverato io, potrebbero non esserci medici disponibili. Da questa malattia si può guarire. Ringrazio il professor Bruno e tutto il personale degli ospedali di Pavia e Codogno che, con la loro professionalità, mi hanno permesso di tornare a vivere”.

Rispetto della privacy

“Voglio dimenticare questa brutta esperienza – ha concluso – e tornare alla normalità. Chiedo pertanto ai media il rispetto della privacy mia e della mia famiglia”.

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