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“Le misure adottate per arginare la diffusione del Coronavirus stanno mettendo in gravissima difficoltà l’intero settore culturale, che in larga parte è gestito su base regionale”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli.

Conseguenze pesanti per operatori, chiesto incontro: aspettiamo risposta

“La sospensione dell’attività di musei, teatri, cinema e spettacolo dal vivo – ha aggiunto l’assessore – genera conseguenze davvero molto pesanti per le istituzioni culturali e gli operatori del settore. Per tale ragione, all’inizio del mese di marzo, gli assessori alla Cultura di tutte le Regioni italiane, attraverso la Conferenza delle Regioni, avevano chiesto un incontro urgente, in videoconferenza, al ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini. Che non ha dato risposta”.

Gestione crisi e prospettive

“Per contro – ha sottolineato Galli – lo stesso Ministro, affiancato dai vertici dell’apparato burocratico-amministrativo del Mibact, nei giorni scorsi ha incontrato gli assessori alla cultura dei comuni capoluogo di regione (erano presenti quelli di Roma, Napoli, Milano, Genova, Torino, Cagliari e Firenze)”.

No a polemiche

“Intendiamoci, non è questo il momento di sollevare futili polemiche – ha aggiunto l’assessore – e il ministro Franceschini è liberissimo di incontrare chi vuole, dai rappresentanti dello spettacolo dal vivo ai vertici delle principali associazioni operanti in ambito culturale, da Agis a Federculture”.

I criteri

“E tuttavia ci piacerebbe sapere – ha concluso l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura – con quali criteri il Ministro intende gestire la crisi e le difficoltà del settore culturale generate dal coronavirus. Che graverà, soprattutto, sulle spalle del sistema regionale”.

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