Mantova nuovo Piano cave

Cattaneo: 13 ambiti estrattivi (3 nuovi), durata decennale dalla pubblicazione sul Burl

Provincia di Mantova invitata ad avviare iter adozione Piano

Mantova nuovo Piano cave, la Giunta regionale approva, ora la parola passa al Consiglio. La Giunta di Regione Lombardia, su iniziativa dell’assessore ad Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha approvato il nuovo Piano cave della provincia di Mantova per i settori sabbia, ghiaia e argilla. E ha trasmesso la proposta al Consiglio regionale, che prossimamente ne inizierà l’esame. Un’iniziativa che naturalmente interessa gli operatori nel settore delle attività estrattive, gli enti locali e i gestori dei parchi, ma molto anche cittadini e imprese.

Mantova, nuovo Piano cave: accolte osservazioni, indicazioni e pareri

“Abbiamo avviato l’istruttoria del nuovo Piano – spiega Cattaneo – sulla base delle osservazioni che ci sono pervenute, apportando dunque alcune modifiche alla proposta, in stretta collaborazione col territorio. Abbiamo inoltre recepito le indicazioni espresse dal Comitato cave e anche le condizioni contenute nel Parere motivato di Valutazione ambientale dei piani e programmi (Vas). L’attività estrattiva pertanto oggi agisce nel rispetto dell’ambiente e guarda all’economia circolare come fanno i più avanzati comparti industriali. Ora attendiamo con fiducia l’esame del Consiglio regionale che, ne sono certo, saprà valutarlo in tempi brevi”.

Si apre una nuova cava se le altre sono sfruttate almeno al 50%

Nella delibera si precisa inoltre che l’apertura di nuove cave è subordinata all’avanzamento di almeno il 50% degli ampliamenti di quelle esistenti.

“In questo modo – aggiunge Cattaneo – intendiamo tutelare l’ambiente e il territorio in una logica di sviluppo sostenibile dell’attività estrattiva. Rispetto alla precedente pianificazione abbiamo previsto per sabbia e ghiaia una riduzione dei fabbisogni di oltre 7 milioni di metri cubi”.

Validità del Piano dieci anni a partire dalla pubblicazione sul Burl

“La nuova pianificazione – conclude l’assessore Ambiente e Clima – avrà una durata decennale dalla pubblicazione sul Burl. Dopo l’approvazione del Consiglio regionale sarà reso disponibile anche sul sito web del Sistema informativo valutazione ambientale strategica (Sivas)”.

Un invito alla Provincia di Mantova per le ‘cave di riserva’

“Siamo consapevoli – dice Cattaneo a proposito delle cave di riserva – che quelle individuate per le opere pubbliche garantiscono solo parzialmente il fabbisogno di inerte necessario. Per questo abbiamo invitato la Provincia ad avviare, entro la data di approvazione dei progetti definitivi delle opere pubbliche, l’iter per adottare uno stralcio al Piano relativo ai volumi ad integrazione necessari. In quanto potranno fornire indicazioni più certe sul fabbisogno sui materiali”.

 Il nuovo  Piano cave in numeri

Il nuovo Piano cave individua un fabbisogno di sabbia e ghiaia per il Mantovano di 18.555.000 di metri cubi. Un volume che sarà soddisfatto dai 13 ambiti estrattivi individuati, di cui 3 di nuova apertura. Destina inoltre 2 ambiti all’argilla rispetto ai 5 precedenti, 1 cava di recupero e 5 cave di riserva per le opere pubbliche.

Il settore ghiaia-sabbia

Per il settore ghiaia-sabbia il Piano ha dunque individuato tredici Ambiti territoriali estrattivi (ATE), dei quali tre nuovi: Belvedere e Malavicina (Roverbella) e Belvedere (Volta Mantovana). Un ambito riguarda l’area estrattiva dismessa di Beccaguda (Gonzaga) che non era stata prevista nelle precedenti pianificazioni.
Gli altri ambiti ampliano o completano quelli già previsti dal precedente Piano. Si tratta di quelli di: Cà Fattori e Cocca (Medole), Palazzetto (Cavriana), Costa della Signora (Goito), Pozzolo, Rinaldina e Nuova Pace (Marmirolo), Cerviere (Canneto Sull’Oglio) e Fontanella Grazioli (Casalromano).

Il settore argilla

Gli ambiti estrattivi per il settore argilla, individuati nel nuovo Piano, sono due, a differenza del Piano precedente che aveva sovrastimato il settore, come dimostrano i numerosi ambiti non sfruttati. Gli ambiti definiti, ATEa1 Motteggiana e ATEa2 Serravalle a Po, vedono invece ancora presenti richieste legate a impianti di lavorazione o a precise esigenze di mercato.

L’ATEa1 ‘Golena Fontana’ si trova nel comune di Motteggiana e coincide col vecchio ambito a3 non ancora completato, a servizio dell’impianto produttivo della ‘Fornace Polirone’ di Borgovirgilio in cui vengono prodotti pavimenti in cotto per il restauro. Qui è previsto un volume scavabile di 10.000 mc.

L’ATEa2 “Mantovanina” è stato individuato in ampliamento del vecchio ambito g10. Si trova a sud-est dell’abitato di Serravalle a Po, in golena aperta del fiume Po. L’area ricade nella golena del Po, tutelata dalla ex l. 431/85. In tale ambito è previsto lo scavo di 600.000 mc di argilla.

Le cave ‘cessate’ da recuperare

La proposta di Piano individua una sola cava con la caratteristica di ‘recupero’: è la Rg1 – Pozzolo, nel comune di Marmirolo. Si tratta di una cava già compresa nel vecchio ambito estrattivo g5 ‘Pozzolo’, individuato a partire dal Primo piano cave del 1989 e riconfermato nei piani successivi (1997 e 2003). Sorge nella parte più a sud dell’ambito, quella in cui l’escavazione è cominciata negli anni ‘90.

Le cave di riserva di materiale inerte per le opere pubbliche

La proposta del Piano per quanto riguarda le cave di riserva per le opere pubbliche ne identifica 5. Sulla base del progetto preliminare approvato, ai sensi della d.g.r. 11347/2010, compreso negli obiettivi prioritari del Piano territoriale regionale (Ptr). Si tratta, ovvero: l’autostrada regionale Cremona-Mantova (cave di riserva individuate Pg1, Pg2, e Pg3) e il collegamento autostradale Brennero-La Spezia (Tibre) (cave di riserva individuate Pg4 e Pg5). Sono Boschina Mortizza (Marcaria), Lamette (San Martino dell’Argine) e Casella Menegari (Volta Mantovana) le prime tre cave. Costa della Signora (Goito) e Campagnone-Belvedere (Goita-Volta-Mantovana) le altre due.

Il Piano precedente

L’ultimo Piano cave era stato approvato a fine dicembre 2003 (d.c.r. n. 947), era stato pubblicato sul Burl il 30 gennaio 2004. Ed aveva perso definitivamente efficacia il 30 gennaio 2017.

ama

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