ASSESSORE BEDUSCHI: SETTORE SIA BENE STRATEGICO, STOP AI TAGLI E PIÙ ATTENZIONE A CHI PRODUCE
LA DELEGAZIONE GUIDATA DAL PRESIDENTE FONTANA HA INCONTRATO RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI EUROPEE PER RIVENDICARE RUOLO CENTRALE DELLE REGIONI
(LNews – Bruxelles/B, 26 mar) Difendere il budget della Politica Agricola Comune, evitare penalizzazioni per le aree più produttive e riconoscere pienamente il ruolo delle Regioni nella governance. Sono questi i punti cardine delle proposte che Regione Lombardia ha portato a Bruxelles nel corso di una missione istituzionale guidata dal presidente Attilio Fontana in vista della riforma della PAC (Politica Agricola Comune) post 2027.
L’assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha illustrato alle istituzioni europee le istanze lombarde sul futuro del settore, in un contesto segnato da risorse in calo e da nuove sfide legate a sicurezza alimentare, energia e transizione ecologica. Presenti anche il vicepresidente e assessore al Bilancio Marco Alparone, l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo.
LOMBARDIA MOTORE AGROALIMENTARE EUROPEO – La Lombardia, tra le principali regioni agroalimentari d’Europa per valore aggiunto ed export, rischia di essere tra le più penalizzate da un eventuale ridimensionamento della PAC e da criteri di riparto non calibrati sulla reale capacità produttiva. In particolare, i meccanismi che uniformano i pagamenti per ettaro o privilegiano esclusivamente le aree meno sviluppate potrebbero ampliare il divario competitivo.
“L’agricoltura deve essere riconosciuta come un bene pubblico strategico europeo – ha sottolineato Beduschi – non possiamo accettare ulteriori tagli a una politica che garantisce sicurezza alimentare, presidio dei territori e sviluppo economico. Serve una PAC forte, con risorse adeguate e strumenti in grado di sostenere anche i sistemi più avanzati e competitivi”.
NO A TAGLI E FONDO UNICO – Tra le richieste principali della Lombardia c’è il mantenimento di un budget PAC autonomo almeno ai livelli attuali, indicizzato all’inflazione reale, e il rifiuto dell’ipotesi di fusione in un fondo unico con altre politiche europee. Regione Lombardia sostiene inoltre il ripristino della struttura a due pilastri – pagamenti diretti e sviluppo rurale – e una chiara separazione delle risorse agricole da quelle di coesione.
RISCHIO PENALIZZAZIONE PER ZOOTECNIA E INNOVAZIONE – Particolare attenzione viene posta alla tutela della zootecnia e del lattiero-caseario, comparti chiave per il sistema lombardo, che potrebbero essere penalizzati da criteri non adeguati. La Regione chiede di mantenere e rafforzare il sostegno accoppiato, che prevede aiuti economici legati direttamente alla produzione di specifici prodotti agricoli. legandolo a parametri ambientali misurabili, e di valorizzare gli investimenti in innovazione, agricoltura di precisione, gestione efficiente delle risorse idriche ed energetiche.
TRANSIZIONE GREEN NON SIA PUNITIVA – Altro punto centrale è l’esigenza di una transizione ecologica ‘misurabile’ e non ideologica. La Lombardia propone strumenti basati sui risultati – riduzione delle emissioni, efficienza nell’uso di acqua e nutrienti – piuttosto che su vincoli standardizzati che rischiano di penalizzare le aziende più strutturate. “Non esiste un solo modello agricolo – ha aggiunto Beduschi – agricoltura intensiva sostenibile ed estensiva devono poter convivere. Penalizzare chi investe in tecnologia e sostenibilità significa indebolire l’intero sistema europeo”.
IL RUOLO DELLE REGIONI – Sul piano della governance, la Lombardia esprime forte preoccupazione per il rischio di accentramento legato ai Piani nazionali unici. La richiesta è chiara: mantenere una programmazione regionale dello sviluppo rurale e riconoscere le Regioni come co-decisori nella gestione delle risorse. Infine, tra le priorità indicate: rafforzamento degli investimenti in infrastrutture idriche, digitalizzazione, ricerca e innovazione, oltre a misure concrete per favorire il ricambio generazionale e sostenere le imprese orientate al mercato. “L’Europa – ha concluso Beduschi – deve scegliere se restare protagonista globale del settore agroalimentare o arretrare. La Lombardia è pronta a fare la sua parte, ma servono scelte coraggiose e una visione che premi chi produce valore e lavoro, oltre che qualità”. (LNews)
red