LNotizie-Foto. Housing sociale, 96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi a prezzi sostenibili da destinare a lavoratori e famiglie. Assessore Franco: aiutiamo la ‘spina dorsale’ della Lombardia

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Chi ha un reddito Isee fra 14.000 e 40.000 euro potrà godere di canoni di affitto inferiori ai costi di mercato

A Milano l’evento ‘Affordable Housing’: dialogo con istituzioni europee e stakeholder e appuntamento finale del tour istituzionale ‘Abita in Lombardia. Qui Puoi’

(LNotizie – Milano, 25 giu) Un piano da 96 milioni di euro per ristrutturare 2.500 abitazioni da destinare a famiglie e lavoratori che non riescono a trovare una casa a costi sostenibili. Regione Lombardia rilancia e rafforza il proprio programma di housing sociale per aiutare “quella parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società lombarda, eppure, paradossalmente, non può permettersi un alloggio. Viene definita ‘fascia grigia’. Per me è semplicemente la spina dorsale della Lombardia”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenendo al convegno ‘Affordable Housing – Il Piano europeo per l’Abitare e le politiche regionali per rispondere alla crisi abitativa’, promosso da Regione Lombardia – Direzione generale Casa in collaborazione con Europe Direct Lombardia.

L’evento, svoltosi a Palazzo Lombardia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo accademico, degli enti locali, delle Aler, delle organizzazioni sindacali e del sistema cooperativo, dando vita a un confronto sulle strategie necessarie per affrontare la crescente emergenza abitativa che interessa le città europee e i territori lombardi in particolare. Il convegno è anche l’appuntamento finale del tour istituzionale ‘Abita in Lombardia. Qui Puoi’, con cui, nel mese di giugno, l’assessore Franco ha illustrato in tutte le provincie lombarde le nuove misure di housing sociale, attraverso un dialogo con gli stakeholder pubblici e privati.

“La Lombardia – ha evidenziato Franco – è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo: l’obiettivo è aiutare persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono nemmeno a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete, all’insegna del pragmatismo lombardo”.

Il piano della Regione amplierà l’offerta di alloggi da affittare a costi inferiori rispetto ai valori di mercato a nuclei familiari con Isee compreso fra 14.000 e 40.000 euro, ovvero con una situazione economica che non consente di partecipare alle graduatorie delle case popolari. Particolare attenzione viene riservata anche ai lavoratori dei servizi essenziali, ai lavoratori delle imprese lombarde, agli studenti e alle persone in condizioni di fragilità che faticano a reperire soluzioni abitative sostenibili.

Il programma di housing sociale, voluto dall’assessore Franco e finanziato con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione), è rivolto a imprese, cooperative, Comuni, agli enti pubblici, Aler, enti del Terzo settore ed enti religiosi, articolandosi in tre linee di intervento: una dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni pubbliche (linea 1 da 48 milioni di euro); una riservata alle Aler (linea 2 da 35 milioni di euro); una destinata agli enti che operano in ambito sociale, compresi gli enti religiosi, per sostenere situazioni di fragilità e rispondere alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura (linea 3 da 13 milioni di euro).

“Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale – ha proseguito Franco – siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo. Regione Lombardia è attenta ai cambiamenti sociali ed economici che stanno trasformando il fabbisogno abitativo dei cittadini. Stiamo costruendo un modello innovativo e pragmatico fondato su una vera e propria ‘Alleanza per la casa’, capace di mettere in rete istituzioni, operatori economici e Terzo settore. L’obiettivo è rafforzare le sinergie, condividere responsabilità e offrire risposte sempre più efficaci, garantendo il diritto all’abitare e sostenendo al tempo stesso la competitività e l’attrattività dei territori”.

La pubblicazione degli avvisi relativi alle tre linee di intervento è prevista entro la fine di giugno e fino a metà ottobre 2026 sarà possibile presentare le domande da parte dei soggetti attuatori. Successivamente, entro la fine del 2026, saranno approvate le graduatorie.

L’iniziativa rappresenta anche un’opportunità per riqualificare il patrimonio abitativo, senza consumare suolo. Il collaudo dei lavori dovrà avvenire entro la fine del 2029.

Il contributo a fondo perduto massimo concedibile per ogni proposta di intervento sarà pari a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e a 15 milioni di euro per la linea 2. Il vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali avrà una durata pari o superiore ai 20 anni. Le agevolazioni regionali saranno destinate a sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari per la messa a disposizione degli alloggi o dei posti alloggio.

Le linee 1 e 2, nello specifico, sono finalizzate a incrementare l’offerta di servizi abitativi sociali attraverso l’utilizzo di patrimonio immobiliare di soggetti pubblici e privati, per la messa a disposizione di alloggi in locazione permanente a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. La misura, che contribuisce alla rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici favorendo il mix abitativo, si rivolge in particolare a nuclei familiari, anche monopersonali, con capacità economica insufficiente per accedere al mercato privato e, al contempo, non idonea per i Servizi abitativi pubblici (Sap).

La linea 3 è finalizzata ad ampliare l’offerta di servizi abitativi sociali promuovendo interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, realizzati da enti privati operanti nel sociale su immobili di loro proprietà o nella piena disponibilità, per mettere a disposizione in locazione prevalentemente temporanea posti alloggio a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. L’obiettivo, attraverso processi di rigenerazione edilizia, è offrire soluzioni abitative a particolari categorie sociali, tra le quali, ad esempio, i soggetti in situazione di fragilità sociale, gli studenti, i lavoratori con contratto a termine, i parenti di familiari ricoverati presso strutture sanitarie, le donne vittime di violenza, i genitori separati.

“La linea destinata agli enti che operano in ambito sociale – ha evidenziato l’assessore Franco – affronta esigenze abitative più specifiche che possono trovare una risposta proprio nello strumento dell’housing sociale. Investire in queste iniziative significa ampliare il concetto stesso di intervento pubblico nel settore della casa”.

Il nuovo stanziamento da 96 milioni di euro si aggiunge al precedente e analogo bando regionale da 18,5 milioni di euro, attivato nel 2024, grazie al quale vengono rese disponibili circa 450 abitazioni a canone calmierato.

L’impegno per l’housing sociale si inserisce nel più ampio progetto della ‘Missione Lombardia’, il piano regionale dedicato alle politiche abitative. In questa legislatura sul tema casa sono stati attivati finora finanziamenti complessivi per 1,8 miliardi di euro: di questi, oltre un miliardo sono stati investiti per la cura del patrimonio, 512 milioni per la rigenerazione urbana e 216 milioni per il welfare abitativo, ovvero per gli aiuti per le famiglie che non riescono a pagare l’affitto o le utenze.

Oltre all’assessore Franco, sono intervenuti all’evento Massimo Bricocoli (direttore del dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico di Milano), Francesco Amodeo (senior policy officer della Commissione europea – direzione generale energia e housing task force), Corrado Zambelli (presidente Federcasa Lombardia), Lucia Mantegazza (vicepresidente Anci Lombardia), Fabio Nava (segretario generale Cisl Lombardia), Matteo Busnelli (Alleanza cooperativa).

A questo link le slide presentate nel corso dell’evento. (LNotizie)

Segue video.

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