A 50 anni da Seveso, la Lombardia rafforza strumenti e misure per la sicurezza del territorio. Il testo ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale
(LNotizie – Milano, 16 set) Un modello operativo più efficiente e strutturato per la verifica degli impianti industriali di soglia inferiore; un sistema di premialità che valorizza le imprese più virtuose in tema di prevenzione; e un ruolo più rilevante nei Comuni nella pianificazione urbanistica, con l’aggiornamento dell’Elaborato tecnico per il Rischio Rilevante nei Piano di Governo del Territorio.
Sono questi i punti chiave del Progetto di legge ‘Norme in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti’, approvato dalla Giunta su proposta del presidente Attilio Fontana, di concerto con l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione. Il provvedimento, che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, punta a disciplinare in modo organico l’esercizio delle funzioni amministrative regionali in materia di rischio di incidente rilevante, ovvero il pericolo di eventi catastrofici, come incendi, esplosioni o rilasci tossici legati alla presenza di sostanze pericolose in stabilimenti industriali.
Obiettivi del provvedimento – L’obiettivo è in particolare favorire un sistema integrato di raccolta, aggiornamento, condivisione e gestione delle informazioni necessarie alla prevenzione, alla pianificazione territoriale e alla tutela dell’ambiente e della popolazione.
La normativa nazionale – Il testo si inserisce nel quadro più ampio della disciplina nazionale di riferimento, contenuta nel decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, adottato in attuazione della direttiva 2012/18/UE (‘Seveso III’), che dà una serie di disposizioni volte a prevenire gli incidenti rilevanti connessi alla presenza di sostanze pericolose e alla limitazione delle relative conseguenze per la salute umana e per l’ambiente.
Assessore Maione: Regione in prima linea su prevenzione di incidenti industriali – “A cinquant’anni dall’incidente di Seveso – sottolinea l’assessore Maione – la Lombardia rinnova con determinazione il proprio impegno nella prevenzione del rischio industriale. In mezzo secolo abbiamo trasformato una tragedia in una cultura della sicurezza che oggi rappresenta un riferimento nazionale. La nuova disciplina regionale si inserisce in questo percorso, rafforzando gli strumenti operativi a disposizione della macchina pubblica e delle imprese”.
Un cambio di paradigma nel rapporto tra imprese e PA – La Lombardia ospita 247 stabilimenti, oltre un quarto del totale nazionale. “Questo dato – evidenzia Maione – conferma la forza del nostro sistema produttivo e richiede un governo del rischio all’altezza. Con il provvedimento approvato rendiamo più efficiente e più strutturata l’attività di verifica sugli impianti di soglia inferiore, grazie allo sblocco delle risorse e all’ingresso di esperti qualificati nelle commissioni. È un cambio di paradigma nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione: la verifica diventa uno strumento di accompagnamento, di trasparenza e di miglioramento continuo”.
Valorizzare le aziende più attente alla prevenzione – Il testo approvato dalla Giunta prevede inoltre delle novità relative alle tariffe di verifica, ovvero i pagamenti obbligatori che i gestori di stabilimenti industriali a rischio devono versare alle autorità competenti per coprire i costi delle attività istruttorie, dei controlli e delle ispezioni sugli impianti. “Introduciamo – precisa Maione – un sistema di premialità che valorizza le imprese più attente alla prevenzione. Le aziende in possesso di certificazioni ambientali e di sicurezza riconosciute possono accedere a una riduzione fino al 20% delle tariffe di verifica, mentre la nuova scheda tecnica volontaria consente di presentare un’analisi trasparente del rischio industriale, favorendo un rapporto più diretto e collaborativo con l’ente pubblico. È un approccio che sostiene chi investe in qualità e responsabilità, contribuendo a innalzare gli standard complessivi del settore”.
Potenziamento del ruolo dei Comuni nella pianificazione urbanistica – La nuova legge introduce anche un ruolo più avanzato per i Comuni nella pianificazione urbanistica, con l’aggiornamento dell’Elaborato tecnico per il Rischio Rilevante nei Pgt entro 12 mesi. “Non si tratta di un adempimento formale – afferma l’assessore all’Ambente di Regione Lombardia – è un passaggio che migliora la qualità delle scelte territoriali, riduce le esposizioni al rischio e garantisce una tutela più omogenea anche oltre i confini comunali”.
La Lombardia mette al centro la prevenzione – “La Lombardia – conclude Maione – conferma così la propria leadership nazionale: un territorio che cresce perché investe nella prevenzione, nella conoscenza del rischio e nella sicurezza dei cittadini. Un passo avanti nel solco della sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.
A questo link un file con la suddivisione degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti presenti in Lombardia. (LNotizie)
mog