LNotizie-Canoni acque pubbliche, assessore Sertori: 12 milioni complessivi a Città Metropolitana e Province lombarde

Il trasferimento delle risorse entro la fine di novembre 2026

(LNotizie – Milano, 28 set) Risorse per 12 milioni alla Città Metropolitana di Milano e alle Province lombarde dei canoni idrici (anno 2025) per l’uso delle acque pubbliche. Lo ha deciso la Giunta approvando la proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori.

“Con la legge regionale 10 del 29 giugno 2009 – ricorda l’assessore Sertori – Regione Lombardia prosegue sulla strada del federalismo idrico e ha previsto di trasferire alle Province una quota parte degli introiti derivanti dai canoni demaniali per l’uso delle acque quale corrispettivo per l’esercizio delle funzioni tecnico-amministrative in materia di piccole derivazioni il cui esercizio è stato attribuito agli enti territoriali dal 2002”.
“Con questa delibera – continua Sertori – destiniamo risorse che potranno essere utilizzate sia per il funzionamento dell’ente provinciale fino al 50% e la restante quota è destinata a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale del territorio e delle risorse idriche del territorio interessato. Abbiamo assegnato questi fondi seguendo parametri oggettivi e concordati con l’Unione delle Province lombarde (Upl), soggetto con cui portiamo avanti un costante e proficuo dialogo di cui beneficiano i cittadini lombardi”.

Il riparto tra le diverse Province, ad eccezione di Sondrio per cui vale una legislazione differente, è regolato sulla base di questi criteri territoriali:
a) superficie territoriale, peso 17,5%;
b) popolazione residente, peso 12,5%;
c) numero pratiche piccole derivazioni, peso 40%;
d) canoni attesi piccole derivazioni, peso 30%.

“La somma stanziata – prosegue l’assessore – soddisfa i contenuti delle intese Province-Upl e Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni regionali confermate, come è stato definito della legge regionale 32/2015 – triennio 2024-2026”. “Il provvedimento – conclude Sertori – attua la previsione legislativa regionale che valorizza gli enti locali come amministrazioni che esercitano le funzioni amministrative attuando la sussidiarietà verso i livelli istituzionali più vicini ai territori”. (LNotizie)

gus

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