Cinema, spettacolo e intelligenza artificiale per immaginare nuovi modi di vivere la cultura
Protagonisti al Teatro alla Scala Marco Balich, Giordano Bruno Guerri, Paolo Strippoli e Damiano Michieletto
(LNotizie – Milano, 02 ott) “La cultura ha bisogno di sperimentare per continuare a parlare alle persone. Chi realizza un film o porta un’opera in scena deve poter cercare nuovi linguaggi e affrontare anche temi difficili”. È una degli elementi di certezza emersi a conclusione di ‘FUTURA. Nuovi sguardi per la Cultura’, l’evento promosso dall’assessore alla Cultura della Regione Lombardia Francesca Caruso al Teatro alla Scala di Milano.
“Come Regione – ha proseguito Caruso – abbiamo il compito di sostenere questo lavoro e aiutare i luoghi della cultura a coinvolgere chi oggi li frequenta poco. Anche l’intelligenza artificiale può contribuire a far conoscere il patrimonio e a renderlo più accessibile. Le sue possibilità vanno accompagnate da un investimento nella formazione, perché utilizzarla richiede competenze e capacità di giudizio”. “Ai giovani – ha concluso – vogliamo offrire occasioni per conoscere da vicino il lavoro degli artisti e mettere alla prova le proprie idee, dando valore allo studio e all’impegno che ogni percorso creativo richiede”.
Dall’emozione suscitata dallo spettacolo alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. L’evento è proseguito nel pomeriggio con gli interventi del designer Marco Balich, dello storico Giordano Bruno Guerri, del regista e sceneggiatore Paolo Strippoli e del regista teatrale e d’opera Damiano Michieletto, che hanno proposto differenti prospettive sul rapporto tra cultura, spettacolo e innovazione.
Abbattere gli steccati tra cultura e spettacolo – Marco Balich, creative lead della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e molti altri eventi internazionali ha posto l’accento sui Grandi eventi: “Spettacolo, cultura, opera, esibizione – ha sottolineato – sono tutte distinzioni che non servono” evidenziando come la cultura riesca a propagarsi soprattutto quando è capace di suscitare emozioni e coinvolgere direttamente il pubblico.
Secondo il designer, “lo spettacolo non deve essere considerato un’alternativa alla cultura o un suo sostituto, ma uno strumento attraverso il quale generare curiosità e desiderio di conoscenza”. Un invito, dunque, a lasciare alle spalle approcci ormai superati e a sperimentare nuovi linguaggi capaci di avvicinare pubblici diversi ai contenuti culturali.
Insegnare ai giovani a usare le nuove tecnologie – Innovazione e futuro sono stati al centro dell’intervento di Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, che ha invitato a guardare alle trasformazioni tecnologiche come a un’opportunità anziché affrontarle esclusivamente attraverso divieti e limitazioni. “Sento parlare di nuove tecnologie – ha affermato Guerri – sempre in modo punitivo e restrittivo. Non sento mai dire che bisogna insegnare ai ragazzi a usarle”. Un approccio che riguarda direttamente anche l’intelligenza artificiale. “Usiamola, l’AI. È bellissima. Le possibilità sono infinite”, ha aggiunto, soffermandosi sulle potenzialità che questi strumenti possono offrire anche nella valorizzazione e nella fruizione del patrimonio culturale. Guerri ha quindi raccontato l’esperienza del Vittoriale degli Italiani, illustrando come l’intelligenza artificiale possa contribuire alla gestione delle visite e diventare uno strumento al servizio dei luoghi della cultura e del loro pubblico.
Il cinema di genere per raccontare la contemporaneità – A portare a ‘FUTURA’ lo sguardo delle nuove generazioni del cinema italiano è stato anche il regista e sceneggiatore Paolo Strippoli che ha realizzato il film ‘L’estranea’, scelto come candidato italiano per il premio Oscar per il miglior film internazionale. Ha proposto una serie di riflessioni sulla capacità della settima arte di raccontare la fragilità, il dolore e le contraddizioni del presente attraverso linguaggi capaci di superare una rappresentazione lineare della realtà. “Il cinema – ha spiegato Strippoli – deve essere un modo per riscoprire la fragilità. Penso che il cinema di genere sia l’unico modo di parlare alla contemporaneità”.
Il teatro è la casa dell’umano – Il regista teatrale e d’opera Damiano Michieletto, scelto per firmare la prestigiosa regia dell’Otello nella serata inaugurale della stagione della Scala il prossimo 7 dicembre, ha invece costruito il suo intervento attorno al significato stesso della parola cultura e alla necessità di dedicare tempo, impegno e cura alla propria crescita.
“Il termine ‘cultura’ – ha sottolineato – deriva da coltivare, dall’avere cura di qualcosa. E per coltivare ci vogliono tempo e fatica”. Un concetto rivolto soprattutto alle nuove generazioni: “Il messaggio che vorrei dare a un ragazzo è che non può aspettarsi la comodità. Deve essere disposto a fare fatica”.
Guardando al futuro del teatro, la sfida, secondo il regista, è mantenere vivo questo linguaggio facendolo dialogare con il presente. “Il teatro si coltiva mettendolo in relazione con la società di oggi. Non dobbiamo viverlo soltanto come un patrimonio, ma come qualcosa che ci aiuta a interrogarci su noi stessi e sulla società. Per me il teatro è la vera casa dell’umano: un luogo in cui avviene un tipo di comunicazione che diventa sempre più importante”. (LNotizie)
Attenzione, video a questo link: https://www.swisstransfer.com/dl/01a0fd57-d968-720e-a6e4-8a02689fa4ea
Contiene immagini di copertura e interviste a:
– Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia
– Giordano Bruno Guerri, storico e presidente Fondazione del Vittoriale degli Italiani
– Paolo Strippoli, regista e sceneggiatore
– Damiano Michieletto, regista teatrale e d’opera.
gor