LNotizie-Foto. Bruxelles, presidente Fontana alla ‘European Week of Regions and Cities’: Regioni siano coinvolte in modo diretto e stabile in tutti i tavoli di negoziato con la Commissione

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Sottosegretario Cattaneo: principio di sussidiarietà non sia una formula astratta 

(LNotizie – Bruxelles, 14 ott) Un coinvolgimento diretto e stabile delle Regioni in tutti i tavoli di negoziato con la Commissione Ue; il ruolo centrale dei territori nell’individuazione dei fabbisogni specifici e delle priorità locali e nell’attuazione efficace delle norme europee; un approccio alle politiche di coesione che interpreti queste misure come leva strategica di competitività. Questi i punti chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che a Bruxelles ha partecipato a un panel intitolato ‘Una politica di coesione per un ‘Unione competitiva’, organizzato nell’ambito della ‘European Week of Regions&Cities’ e, in seguito, a un bilaterale con Raffale Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione Europea. A fare da sfondo tematico ai due appuntamenti, a cui ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, il dibattito relativo alla proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 della Commissione Ue.

Presidente Fontana: no a politica di coesione centralizzata – “Chiediamo – ha sottolineato Fontana – che le Regioni siano coinvolte direttamente e stabilmente in tutti i tavoli di negoziato con la Commissione Europea, fin dalla fase di programmazione. Un rapporto più forte tra Unione, Stati, Regioni, Province e Comuni non rallenta le decisioni: le rende più aderenti alla realtà, più efficaci e più rapidamente attuabili. Una politica di coesione eccessivamente centralizzata rischierebbe invece di essere meno efficace proprio perché più distante dai territori sui quali è chiamata a intervenire. Non si può pensare di poter programmare solo dal centro”.

“Non c’è coesione senza territori – ha aggiunto –  e non c’è competitività europea se i territori che producono, innovano e creano lavoro non sono messi nelle condizioni di esprimere fino in fondo il proprio potenziale”.  Il governatore ha poi ribadito come la proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 della Commissione Europea debba valorizzare adeguatamente il ruolo delle Regioni nel percorso di attuazione delle norme Ue sui territori, non relegandole a meri attuatori di decisioni prese in altre sedi.

Coesione e competitività non sono alternative – Fontana ha inoltre precisato come la visione di sviluppo di Regione Lombardia consideri la politica di coesione non una politica compensativa, bensì “una leva strategica di competitività, capace di valorizzare le vocazioni dei territori e guidare le transizioni economiche, sociali ed energetiche”.

“Grazie a questa visione – ha chiarito – la Lombardia, una regione vasta, con oltre 10 milioni di abitanti e con 505 miliardi di euro di Pil, si posiziona come terza economia europea e ha un ruolo di primo piano nell’economia nazionale, dimostrando che coesione e competitività non sono alternative. Per questo, riteniamo che la politica di coesione debba necessariamente restare ‘place-based’ e fondata sulla sussidiarietà”.

Regione Lombardia portavoce delle istanze di molte Regioni italiane ed europee – “Ogni territorio – ha precisato il presidente di Regione Lombardia – presenta caratteristiche, potenzialità e bisogni diversi e in tale contesto è esattamente questo il valore aggiunto delle Regioni: tradurre obiettivi comuni in politiche capaci di funzionare nella realtà. Sono le Regioni e gli Enti locali che possiedono questa conoscenza vivendo quotidianamente il territorio. La posizione che, come Regione Lombardia, abbiamo portato più volte a Bruxelles e che voglio ribadire anche oggi non nasce soltanto dalle nostre convinzioni e dai dati, ma da un confronto ampio con le rappresentanze economiche, sociali e territoriali. Ed è una posizione condivisa anche da molte altre Regioni italiane ed europee”.

No al depotenziamento del ruolo delle Regioni – “Il ruolo delle Regioni – ha spiegato Fontana – non può essere ridotto alla semplice attuazione di decisioni assunte altrove. I risultati raggiunti dimostrano, al contrario, che le Regioni sono attori strategici della programmazione e non possono essere considerati come meri esecutori: costruiscono alleanze territoriali, conoscono i fabbisogni, individuano le priorità e sono in grado di trasformare le risorse e gli obiettivi europei in investimenti concreti e coerenti con le realtà locali. Escluderle dalla definizione dei Piani significherebbe indebolire sia la qualità della programmazione sia la capacità di attuazione”.

Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: centralizzare è una scelta sbagliata – Il presidente di Regione Lombardia ha infine fatto il punto sulle sfide future legate alle nuove norme in arrivo dall’Ue. “Il prossimo QFP (Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034) – ha detto – apre una fase decisiva e Regione Lombardia sta già lavorando per la definizione delle priorità e la stesura delle misure da inserire nel prossimo settennato. La semplificazione dei programmi e un più forte orientamento ai risultati sono obiettivi che condividiamo, ma non devono tradursi in una ‘nazionalizzazione’ della politica di coesione. Centralizzare può sembrare più semplice. Ma semplice non significa necessariamente più efficace”.

Esclusione di Regioni dalle decisioni vanifica potenziale delle politiche Ue – “Se linee guida e regolamenti venissero definiti prevalentemente con i Governi centrali – ha ribadito Fontana – l’Unione perderebbe competenze, conoscenza dei territori e capacità attuativa. Le Regioni sono pronte a raccogliere la sfida di una programmazione più concentrata, misurabile e responsabile. Condividiamo inoltre l’impostazione mutuata dal Pnrr costituita da obiettivi ma crediamo che la valutazione non possa esaurirsi nel rispetto di scadenze e target finanziari: deve misurare gli impatti reali. Il messaggio che portiamo a Bruxelles è chiaro: il modello che esclude le Regioni dalla definizione delle priorità rischia di vanificare il potenziale delle politiche di coesione. La questione non è soltanto come spendere le risorse del prossimo ciclo. È quale Lombardia e quale Europa vogliamo costruire con quelle risorse. La forza e l’influenza dell’Europa dipendono dalle sue Regioni e città”.

Sottosegretario Cattaneo: fondamentale valorizzare ruolo dei territori – Sul principio di sussidiarietà inteso come strumento per favorire un’efficace attuazione delle politiche europee si è soffermato anche il sottosegretario Cattaneo.

“Il principio di sussidiarietà, sancito nei Trattati europei – ha detto – non può ridursi a una formula istituzionale astratta, ma deve essere, insieme alla governance multilivello, il principio ispiratore delle politiche europee. Per una ragione molto concreta: i cittadini europei rifiutano un’Europa calata dall’alto, le Regioni e i livelli amministrativi più vicini ai cittadini conoscono meglio i bisogni delle comunità e contribuiscono a tradurre le politiche europee in risposte efficaci. Per questo è fondamentale valorizzare il ruolo delle Regioni e riconoscere ai territori una funzione centrale nella definizione e nell’attuazione delle politiche di coesione e di competitività dell’Unione”.  (LNotizie)

mog

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