LNotizie-Lombardia. Centri per la famiglia, si consolida la rete grazie a un finanziamento da 7,9 milioni di euro

Assessore Lucchini: Al centro il sostegno alla genitorialità, agli adolescenti, alla natalità e ai caregiver

(LNotizie-Milano, 19 ott) – Rafforzare la rete dei Centri per la famiglia in Lombardia, consolidarne le attività e renderli sempre più punti di riferimento per le famiglie e le persone in tutte le fasi della vita. È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che programma le risorse del Fondo nazionale per le politiche della famiglia 2026.

Il provvedimento mette a disposizione 7,9 milioni di euro, di cui 4,95 milioni provenienti dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia 2026 e 2,95 milioni di risorse regionali, compresi 300.000 euro destinati al caregiver familiare.

Le risorse sono finalizzate a sostenere i Centri per la famiglia già attivi – 99 gli Hub e 370 le sedi Spoke territorialmente diffuse – per favorirne il consolidamento e la stabilizzazione e promuovere nuovi progetti, con l’obiettivo di garantire una presenza sempre più omogenea dei servizi sul territorio lombardo.

“Con questa delibera – ha dichiarato l’assessore Lucchini – confermiamo il nostro impegno concreto a favore delle famiglie lombarde, investendo su una rete di servizi di prossimità capace di ascoltare, accompagnare e rispondere ai bisogni delle persone. I Centri per la famiglia  rappresentano un presidio fondamentale per prevenire le fragilità, sostenere la genitorialità e rafforzare le relazioni familiari e comunitarie. Vogliamo che siano luoghi sempre più accessibili, in grado di offrire orientamento e risposte concrete nelle diverse fasi della vita, valorizzando anche il ruolo dei caregiver.

Adolescenti, natalità e sostegno alle famiglie –  La programmazione regionale individua alcune priorità di intervento: il sostegno alla natalità e alla maternità, con particolare attenzione alle situazioni di disagio e ai primi mille giorni di vita; l’accompagnamento delle famiglie nelle diverse fasi del ciclo di vita; la promozione del benessere psicofisico degli adolescenti, con attenzione alla sana alimentazione e all’equilibrio emotivo.

Particolare rilievo viene attribuito anche all’ascolto e all’orientamento degli adolescenti e dei loro genitori, alla prevenzione rispetto all’assunzione di sostanze psicotrope, alla sensibilizzazione sui temi dell’affido e dell’adozione e all’alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con specifica attenzione all’utilizzo del parental control.

La delibera prevede inoltre che sia garantita un’azione dedicata al sostegno dei caregiver familiari e rafforza il ruolo dei Centri nell’informazione e nell’orientamento verso le opportunità e i servizi educativi, sociali, sanitari ed economici disponibili sul territorio.

Risorse per i territori e valorizzazione della rete – La dotazione finanziaria sarà ripartita tra le otto Agenzie di tutela della salute (ATS) lombarde, tenendo conto dei Centri per la famiglia attivi, delle esigenze degli Ambiti territoriali nei quali non è ancora presente un Centro e delle azioni di sistema, tra cui il monitoraggio e la verifica dell’operatività dei servizi.

Per ciascuna progettualità, nuova o già attiva, è previsto un contributo massimo di 73.000 euro per 12 mesi, con un finanziamento regionale non superiore all’80% del costo totale del progetto e un cofinanziamento minimo del 20% a carico del capofila e dei partner effettivi.

“Investire sui Centri per la famiglia –  ha aggiunto Lucchini – significa rafforzare la capacità dei territori di intercettare precocemente i bisogni, costruire risposte integrate e accompagnare le famiglie senza lasciarle sole nei momenti di maggiore difficoltà. La collaborazione tra Regione, ATS e Ambiti territoriali è essenziale per valorizzare le esperienze già attive e sviluppare interventi coerenti con le necessità delle comunità. Con questo intervento Regione Lombardia punta a consolidare un modello di welfare di prossimità che mette al centro le persone, sostiene le relazioni familiari e promuove una maggiore integrazione tra servizi e comunità locali”. (LNotizie)

red

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