Assessore Lucchini: costruiamo una rete capace di riconoscere i segnali di disagio e offrire alle donne ascolto, protezione e orientamento
(LNotizie-Milano, 30 ott) – Regione Lombardia investe 100.000 euro per promuovere una maggiore collaborazione tra centri antiviolenza e mondo del lavoro, con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza contro le donne anche nei contesti lavorativi.
È questo l’obiettivo della misura sperimentale approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che punta a favorire la costruzione di percorsi strutturati di collaborazione tra i centri antiviolenza (CAV) e i datori di lavoro, rafforzando la capacità dei luoghi di lavoro di riconoscere situazioni di violenza, molestie e discriminazioni di genere e di indirizzare le donne verso i servizi specializzati della rete antiviolenza.
Strumenti più adeguati per proteggere le donne – “Contrastare la violenza di genere – ha commentato Lucchini –significa intervenire in tutti gli ambiti della vita delle donne, compreso quello lavorativo. I luoghi di lavoro possono svolgere un ruolo importante nel riconoscere segnali di disagio e situazioni di violenza, a condizione che vi siano competenze adeguate, strumenti efficaci e canali sicuri per chiedere aiuto. Con questa misura vogliamo rafforzare il raccordo tra centri antiviolenza e imprese, promuovendo una cultura organizzativa attenta alla prevenzione, all’ascolto e alla tutela delle donne, nel pieno rispetto della loro riservatezza, sicurezza e libertà di scelta”.
Le risorse messe in campo – Le risorse regionali, pari a 100.000 euro a valere sul bilancio regionale 2026, finanzieranno attività di analisi dei bisogni e co-progettazione con i datori di lavoro, finalizzate alla definizione di protocolli, procedure operative e strumenti per la prevenzione, l’emersione e il corretto orientamento delle situazioni di violenza.
Riconoscere i segnali di violenza – La misura prevede inoltre percorsi formativi e laboratoriali rivolti a lavoratrici e lavoratori, dirigenti, responsabili delle risorse umane, componenti dei Comitati unici di garanzia (CUG), rappresentanti sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), medici competenti e altre figure aziendali e organizzative. L’obiettivo è accrescere la capacità di riconoscere i segnali di violenza, superare stereotipi e contrastare le molestie, favorendo modalità appropriate di ascolto e orientamento.
Tra gli interventi finanziabili sono comprese anche attività di consulenza e raccordo con i centri antiviolenza, la sperimentazione di punti informativi e modalità di accesso dedicate, anche da remoto, nonché iniziative di informazione e sensibilizzazione nei luoghi di lavoro. Saranno inoltre promossi strumenti operativi replicabili e attività di monitoraggio e valutazione, per valorizzare i risultati della sperimentazione e diffondere le buone pratiche.
La gestione della misura è affidata ad ATS Brianza, mentre i destinatari degli interventi sono i centri antiviolenza e i datori di lavoro.
L’iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi strategici del Programma regionale di sviluppo sostenibile della XII Legislatura, che individua nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere una delle priorità dell’azione regionale.
Promuovere un mondo del lavoro consapevole – “Vogliamo promuovere un modello in cui il mondo del lavoro – conclude Lucchini – diventi sempre più consapevole e preparato, capace di collaborare con la rete territoriale antiviolenza senza sostituirsi ai servizi specialistici. La prevenzione passa anche dalla possibilità di trovare, nei contesti quotidiani, persone informate e procedure affidabili. Mettere in relazione competenze, servizi e organizzazioni significa rafforzare la rete di protezione e contribuire a costruire ambienti di lavoro più sicuri, inclusivi e rispettosi della dignità di ogni donna”. (LNotizie)
red