Assessore Tironi: offriamo una seconda possibilità e uno strumento di sicurezza per tutta la comunità
(LNotizie – Milano, 02 nov) Sono 290 le persone incontrate finora dagli Sportelli Lavoro attivati negli istituti penitenziari di Bergamo e Brescia nell’ambito del Protocollo regionale per l’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale.
Il progetto e i primi risultati acquisiti sono stati illustrati durante il convegno ‘Sportelli per il lavoro nel sistema penitenziario: la sperimentazione in Lombardia’, organizzato nella sede della Regione.
L’obiettivo dell’iniziativa è favorire il reinserimento sociale attraverso percorsi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, facendo dell’occupazione uno strumento di autonomia e prevenzione della recidiva.
Costruire un futuro diverso per i detenuti – “Quando parliamo di lavoro e di persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria – ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi – affrontiamo il tema della loro dignità e della possibilità, per loro, di costruire un futuro diverso”.
“Il lavoro – ha chiarito – non è soltanto sostegno economico: è autonomia, responsabilità e appartenenza alla comunità. Per chi affronta un percorso di esecuzione penale può rappresentare una concreta seconda possibilità, che significa creare le condizioni per assumersi la responsabilità del proprio futuro e rimettere in gioco capacità e competenze”.
“La sfida quindi – ha proseguito l’assessore – non è finanziare singoli progetti, ma costruire un sistema capace di accompagnare la persona dal carcere al territorio, dalla presa in carico all’acquisizione di competenze, fino a una reale opportunità professionale. Stiamo lavorando alla definizione di un modello regionale che valorizzi le esperienze già avviate e possa essere progressivamente consolidato e adattato alle specificità degli altri istituti e territori lombardi”.
I partecipanti – Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, Maria Milano Franco d’Aragona, direttore generale Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria, Teresa Mazzotta, direttore ufficio interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia, Giovanna di Rosa, presidente Corte d’Appello di Brescia, Francesca Paola Lucrezi, direttore istituti penitenziari di Brescia, Ylenia Santantonio, direttore Casa circondariale di Bergamo, Paola Nicastro, presidente e ad di Sviluppo Lavoro Italia.
La sperimentazione nasce dalla proposta di Sviluppo Lavoro Italia, nell’ambito dell’iniziativa ‘Reti specialistiche e misure per l’inserimento lavorativo delle persone detenute’, promossa dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della Giustizia. Regione Lombardia ha condiviso il progetto con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), attraverso un Protocollo d’Intesa approvato con una delibera dell’ottobre 2025.
I risultati ottenuti a Bergamo e a Brescia – Gli Sportelli Lavoro sono attivi nella Casa circondariale di Bergamo, nella Casa circondariale Nerio Fischione di Brescia e nella Casa di reclusione di Verziano.
A Brescia, lo Sportello è stato avviato il 17 febbraio scorso a Canton Mombello e il 15 aprile a Verziano. Sono stati incontrati complessivamente 170 detenuti: 120 a Canton Mombello e 50 a Verziano, tra cui 20 donne.
A Bergamo, presso la Casa circondariale don Fausto Resmini, lo Sportello è partito l’11 marzo 2026. Sono stati realizzati 16 accessi, durante i quali gli operatori dei Centri per l’Impiego hanno incontrato 96 persone. A queste si aggiungono altre 24 persone segnalate dall’Area Trattamentale e coinvolte in percorsi di formazione, per un totale di 120.
Dagli sportelli a un modello regionale – Il cuore del progetto è lo Sportello Lavoro, un presidio delle politiche attive all’interno degli istituti penitenziari. Gli operatori dei Centri per l’Impiego si occupano di ascolto, orientamento e presa in carico, valorizzando le competenze delle persone e individuando percorsi professionali coerenti con le loro caratteristiche e prospettive.
Regione Lombardia coordina la sperimentazione e ne favorisce l’integrazione con gli strumenti regionali di politica attiva, tra cui il Programma GOL e la Dote Inserimento Lavorativo (DIL), che sostengono i percorsi individuali di formazione e accompagnamento al lavoro.
Un ruolo fondamentale è affidato alle imprese, da coinvolgere nella costruzione dei percorsi attraverso opportunità di formazione, tirocinio e lavoro. Regione Lombardia intende rafforzare le attività di sensibilizzazione e accompagnamento delle aziende, promuovendo la conoscenza degli strumenti disponibili, a partire dalle agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia, e favorendo il superamento dei pregiudizi che ancora ostacolano l’inserimento lavorativo delle persone con un passato detentivo.
“La responsabilità – conclude Tironi – non può ricadere soltanto sulla persona: dobbiamo creare le condizioni perché anche il sistema produttivo sia pronto a riconoscere competenze, potenzialità e valore, andando oltre il percorso passato. Il lavoro può diventare una seconda possibilità solo se intorno alla persona esiste una rete capace di sostenerla e accompagnarla. Investire nel reinserimento significa investire nella dignità individuale, ma anche nella sicurezza, nella coesione e nella qualità dell’intera comunità” . (LNotizie)
Attenzione, video a questo link: https://www.swisstransfer.com/dl/01a19cbc-4067-704d-8b9c-422a8879b089
Contiene immagini di copertura e interviste a:
– Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro
– Teresa Mazzotta, direttore ufficio interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia
– Giovanna di Rosa, presidente Corte d’Appello di Brescia.
red