A OrientaTalenti bilancio dell’assessore su impiego risorse FSE+ (Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus)
(LNotizie – Milano, 04 nov) Oltre 1,2 miliardi di euro già programmati, pari a più dell’80% delle risorse del Programma regionale FSE+, e oltre 148.000 persone coinvolte negli interventi. Quasi 20.000 hanno concluso con successo un percorso formativo e circa 14.000 hanno trovato un’occupazione al termine del percorso o nei sei mesi successivi. Sono i numeri riportati nel corso dell’evento annuale “I risultati e le prospettive: il FSE+ in Lombardia tra lezioni apprese e nuove politiche”, ospitato a Cascina Triulza, nell’area MIND di Milano, nell’ambito della manifestazione OrientaTalenti.
Un’occasione per fare il punto sui risultati del Fondo sociale europeo e sulle prospettive della programmazione, con il contributo della Commissione europea, del Ministero del Lavoro e della rete lombarda della formazione, dei servizi per il lavoro e dell’inclusione.
“La capacità di programmare le risorse è un traguardo necessario – ha commentato l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Simona Tironi – ma la misura del nostro lavoro è ciò che cambia nella vita delle persone. Un ragazzo che prosegue gli studi, una persona che trova un’occupazione, un lavoratore che acquisisce nuove competenze: è su questi risultati che vogliamo essere valutati. Il Fondo sociale europeo deve tradursi in opportunità concrete, accessibili e durature”.
Formazione e inclusione: oltre 30.000 minorenni e 9.000 persone con disabilità – Tra i partecipanti agli interventi figurano oltre 30.000 minorenni coinvolti nei percorsi di formazione professionale e più di 9.000 persone con disabilità, destinatarie di percorsi personalizzati. A questi si aggiungono lavoratori impegnati nell’aggiornamento delle proprie competenze, donne rientrate nel mercato del lavoro e persone in cerca di una nuova opportunità professionale.
“La forza del sistema lombardo – sottolinea Tironi – è la continuità. Istruzione e formazione professionale, Its Academy, Ifts e formazione continua costituiscono una rete sulla quale studenti, famiglie e imprese devono poter contare nel tempo. Investire sulle competenze significa tenere insieme autonomia delle persone, competitività delle aziende e sviluppo dei territori”.
Intercettare i bisogni – Un’attenzione specifica riguarda chi è più lontano dai servizi e dal mercato del lavoro. “Chi ha perso fiducia o vive una condizione di fragilità – ha chiarito l’assessore – spesso non arriva spontaneamente a uno sportello. Occorre raggiungerlo, costruendo percorsi insieme al Terzo settore, ai Comuni e agli Ambiti territoriali. L’efficacia delle politiche passa anche dalla capacità di intercettare bisogni che rischiano di rimanere invisibili”.
In questo senso, la Dote Inserimento Lavorativo è lo strumento individuato da Regione Lombardia per garantire continuità ai servizi nella fase di conclusione del programma GOL e accompagnare la costruzione del nuovo modello regionale di politiche attive, previsto dal 2027.
Lo sguardo si estende anche alle persone che hanno smesso di cercare un’occupazione: a quelle tra i 30 e i 65 anni si rivolge ‘Including for Work’, costruito con il Terzo settore. La Leva civica offre invece ai giovani tra i 18 e i 28 anni un’esperienza di cittadinanza attiva e orientamento. Completano questo quadro gli interventi ‘Sollievo’, a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie, e ‘Volontariato e territorio’, per rafforzare gli enti non profit.
Tecnologie strategiche: 85 percorsi Its per circa 1.700 studenti – Sul fronte della competitività, la nuova priorità dedicata alle tecnologie strategiche ha già consentito l’avvio di 85 percorsi Its in 12 Fondazioni, per circa 1.700 studenti. Parallelamente, Regione Lombardia lavora con le imprese alla formazione continua dei lavoratori di questi settori.
“Preparare le competenze necessarie alle trasformazioni tecnologiche – ha evidenziato Tironi – significa dare ai giovani prospettive professionali e alle imprese gli strumenti per crescere È un investimento che deve accompagnare anche chi già lavora, perché l’innovazione richiede un aggiornamento continuo”.
Il futuro del fondo sociale europeo: risorse dedicate e regioni protagoniste – Sul futuro della politica di coesione, l’assessore Tironi indica tre priorità: un Fondo sociale europeo forte e riconoscibile, la centralità delle Regioni e un sistema di finanziamento orientato ai risultati, sostenuto da dati affidabili, indicatori adeguati e regole stabili.
“Le risorse per lavoro, formazione e inclusione – ha spiegato – devono mantenere un’identità chiara e non essere sacrificate ad altre urgenze. Le Regioni devono restare protagoniste perché conoscono i territori, le filiere formative e i servizi. Siamo pronti alla sfida dei risultati e chiediamo che il nuovo ciclo europeo valorizzi l’esperienza maturata sul campo”. (LNotizie)
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