FOCUS SULL’HOUSING SOCIALE AL CONVEGNO DI LEGACOOP A ROMA
(LNews – Roma, 11 mar) Oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti per riqualificare le case popolari, velocizzare le assegnazioni, rigenerare porzioni di territorio, aiutare le fasce meno abbienti con contributi per il pagamento delle utenze, attivare un piano di housing sociale per la classe media che non riesce a sostenere i costi dell’affitto sul mercato privato. Le politiche di Regione Lombardia diventano un modello da proporre a livello nazionale per dare risposte a tutto campo sul tema della casa.
Ne ha parlato oggi a Roma l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, nell’ambito dell’evento ‘The European Affordable Housing Plan versus Piano Casa in Italia’ organizzato da Legacoop.
“Attraverso la ‘Missione Lombardia’, il programma regionale per le politiche abitative, stiamo dispiegando sui territori un impegno che non ha precedenti in termini di risorse attivate e di strategie – ha evidenziato l’assessore Franco – intervenendo sugli aspetti di riqualificazione edilizia ma anche prestando grande attenzione ai bisogni sociali. Lo stanziamento dei fondi si accompagna al monitoraggio costante dei cantieri, puntando su efficienza, adeguatezza e tempestività. Nel contempo, sosteniamo tutti i progetti del Sistema Lombardia per l’accesso ai finanziamenti statali ed europei”.
Un focus particolare è stato dedicato al piano di housing sociale: nelle scorse settimane Regione Lombardia ha deliberato un primo finanziamento di 32,5 milioni di euro che consentirà di attivare iniziative rivolte a imprese, cooperative, Comuni o Aler affinchè rendano disponibili case a costi inferiori rispetto agli affitti di mercato, a cui si aggiungeranno ulteriori stanziamenti nelle prossime settimane. Fondi, questi, che si aggiungono ai 18,5 milioni di euro del bando avviato nel 2024 con il quale sono state messe a disposizione circa 450 abitazioni a canone calmierato.
“Come Regione Lombardia – ha sottolineato Franco – stiamo potenziando l’housing sociale per mutare e ampliare il concetto di servizio abitativo. Occorre certamente dare una casa agli indigenti, ma è necessario impegnarsi anche per le famiglie della cosiddetta classe di reddito medio e medio-basso che faticano a trovare una soluzione sul mercato privato: siamo i primi in Italia ad aver strutturato un piano in questa direzione”.
Il programma di housing sociale comprende anche la realizzazione o riqualificazione delle residenze universitarie e i progetti attuati nei territori, di concerto con le Aler, per fornire alloggi a canone calmierato alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, al personale sanitario e sociosanitario e al personale dell’amministrazione della giustizia: “Iniziative fondamentali che stiamo implementando con determinazione – ha concluso Franco – perché le città non possono essere precluse alle persone che garantiscono servizi essenziali e fanno funzionare le nostre comunità”. (LNews)
doz