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GUIDO PINOLI: I FALCHI PELLEGRINI DEL ‘PIRELLONE’ RICONOSCIBILI ANCHE DOPO ANNI TRAMITE L’INANELLAMENTO.
(LNews – Milano, 08 apr) Con le due le uova che si sono dischiuse a Pasquetta, salgono a 33 i pulli di Giò e Giulia, i falchi pellegrini che, dal 2014, nidificano in cima al Pirellone a 125 metri d’altezza. La coppia deve i propri nomi a Gio Ponti, l’architetto del palazzo e a sua moglie, Giulia Vimercati. La presenza di questi rapaci è diventata un simbolo della natura urbana milanese, monitorata da webcam. A breve è attesa la nascita di altri due ‘piccoli’.
“Da anni i falchi pellegrini – ha raccontato l’assessore Comazzi – stazionano sul tetto del Pirellone e la loro cova e i loro pulli sono diventati motivo d’attrazione. È incredibile l’attaccamento e l’affetto anche dei cittadini che seguono in migliaia l’evoluzione e la storia di questi due falchi che tornano ogni anno a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, scelto come loro casa e dove anche quest’anno nasceranno qui i loro pulli. È un evento straordinario che ancora una volta ci racconta come gli animali riescano ad adattarsi anche a un contesto fortemente urbanizzato come quello in cui viviamo. La nascita è un simbolo di speranza, di vita e vedere come questi due animali riescono ad adattarsi ai grattaceli, alla frenesia, ai rumori, dimostra ancora una volta quanto sia più forte il messaggio della vita non solo degli animali. Sono un esempio per tutti noi”.
“Giò e Giulia evidentemente – ha spiegato Guido Pinoli – stanno molto bene sul grattacielo Pirelli perché dopo tutti questi anni , anche nel 2026 hanno deciso di deporre le uova, covarle e schiuderle, sul Grattacielo Pirelli. Giulia è un esemplare femmina piuttosto anziano, ma molto molto esperta e quindi sa bene come comportarsi coi suoi piccoli. La prima fase dopo la nascita – ha sottolineato l’ornitologo – è molto importante per il raggiungimento della termoregolazione, cioè questi piccoli i primi giorni da soli non riuscirebbero a vivere perché non hanno ancora la circolazione adatta per avere la termia giusta nel corpo. Quindi la mamma li accudisce, li scalda e nel frattempo cova. Il cibo per le imboccate invece, lo procura Giò, il maschio. Per circa 42-45 giorni la coppia si organizza perfettamente. Questo è il periodo necessario perché cresca sufficientemente il piumaggio dei pulli che diventeranno cosiddetti giovani e dovranno avere le il piumaggio adatto al volo”.
I falchi pellegrini del ‘Pirellone’ sono riconoscibili tramite l’inanellamento. Ogni esemplare giovane viene infatti dotato di un anello di alluminio marcato con un codice specifico che potrà essere utile nel momento in cui un falco viene ritrovato. Grazie a questo tipo di marcatura fissa indelebile, è possibile capire anche la sua vita e dove si è spostato.
“I dati in nostro possesso – ha concluso Pinoli – ci dicono che i falchi tendono, nel primo periodo, a muoversi parecchio da Milano, fino a cercare un loro territorio. Solo dopo un po’ di anni, quando si sono adeguatamente abituati alla vita selvatica, torneranno nei dintorni di Milano che resta decisamente attrattiva perché offre anche una quantità di prede prelibate”.
ATTENZIONE, SU QUESTO ARGOMENTO È DISPONIBILE UN FILE VIDEO, LIBERO DA DIRITTI E SCARICABILE GRATUITAMENTE, A QUESTO LINK.
CONTIENE IMMAGINI E INTERVISTE A:
– GIANLUCA COMAZZI, assessore Territorio e Sistemi verdi Regione Lombardia
– GUIDO PINOLI, ornitologo Selvatica Milano. (LNews)
ram