LNotizie-Foto. Crans Montana, assessore Bertolaso: dopo 224 giorni anche Francesca lascia l’ospedale. Tutti dimessi i ragazzi lombardi feriti nel rogo di Capodanno

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“Una gioia immensa. La promessa fatta alle famiglie quella drammatica mattina è stata mantenuta”

(LNotizie – Milano, 13 ago) Dopo 224 giorni di cure, anche Francesca lascia il Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano. È l’ultima dei 12 pazienti lombardi, feriti nel terribile incendio di Capodanno a Crans-Montana, a essere dimessa.
“Proprio nei giorni in cui si esprimono i desideri, un sogno bellissimo si è realizzato – commenta l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso -. Oggi anche Francesca torna a casa. È una notizia che ci riempie di gioia e che conclude una storia iniziata quella drammatica notte di Capodanno. Avevamo fatto una promessa ai genitori: fare tutto il possibile per riportare a casa i loro figli. Oggi quella promessa è stata mantenuta”.

“Quella di Crans-Montana – prosegue Bertolaso – è stata una delle situazioni assistenziali più complesse affrontate negli ultimi anni dal nostro sistema sanitario. Dodici persone gravemente ferite, dieci delle quali giovanissime, sono state prese in carico da una straordinaria squadra di professionisti. Oggi il nostro primo pensiero va a Francesca, ai suoi compagni di viaggio e alle loro famiglie, ma voglio rivolgere anche un grazie enorme a tutte le donne e gli uomini che, per 224 giorni, hanno lavorato per loro con competenza, professionalità e umanità”.

Nei primi giorni oltre 100 professionisti hanno lavorato contemporaneamente per gestire l’arrivo e la presa in carico dei pazienti, a cui si sono aggiunte nel tempo numerose altre figure professionali. Un lavoro corale che ha coinvolto AREU, l’Ospedale Niguarda, il Policlinico di Milano e diverse strutture e specialità del Servizio sanitario regionale.

AREU ha garantito il trasporto dei pazienti in elicottero fino a Milano. Il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva di Niguarda hanno accolto e stabilizzato i feriti, mentre il Centro Ustioni ha assicurato cure specialistiche di altissima complessità. Fondamentale anche il contributo della Banca dei Tessuti, che ha messo a disposizione oltre 25.000 centimetri quadrati di cute.

Nel percorso assistenziale sono state coinvolte anche le équipe di Pneumologia, Malattie Infettive, Chirurgia Plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che hanno seguito i ragazzi nelle diverse fasi del percorso di cura.

I numeri restituiscono solo in parte la complessità del lavoro svolto: oltre 50 interventi chirurgici complessivi e almeno 30 medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre a visite, medicazioni specialistiche e sedute laser.

“Dietro questi numeri – sottolinea Bertolaso – ci sono giornate e notti di lavoro, fatica, ansia, decisioni difficili, attenzione a ogni dettaglio e, soprattutto, una grande vicinanza ai ragazzi e alle loro famiglie. È questo il valore del nostro Servizio sanitario regionale: mettere in campo competenze diverse e farle lavorare insieme, senza mai perdere di vista la persona”.

Il percorso di cura, tuttavia, non si conclude con la dimissione. Per i ragazzi prosegue ora una lunga fase di riabilitazione fisica e psicologica. Alcuni hanno già iniziato anche percorsi di chirurgia della mano, con il supporto degli specialisti di Multimedica, per recuperare progressivamente la mobilità compromessa dalle cicatrici provocate dalle ustioni.

“Ci vorranno tempo, pazienza e forza – conclude Bertolaso – per lasciarsi alle spalle ciò che è accaduto e tornare, passo dopo passo, alla vita quotidiana. A Francesca, a tutti i ragazzi e alle loro famiglie va oggi il nostro abbraccio più grande”.

“Voglio infine ricordare – aggiunge l’assessore – che questa giornata di gioia non può farci dimenticare le giovani vittime di quella notte e il dolore dei loro familiari. Il nostro pensiero più commosso va a loro. Quelle vite spezzate resteranno per sempre parte della memoria di tutti noi e ci devono spingere a fare ancora di più per prevenire e affrontare tragedie di questo tipo”.

Un percorso seguito con attenzione e partecipazione anche dalle istituzioni, dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che hanno incontrato i ragazzi e le loro famiglie, portando loro vicinanza e sostegno. (LNotizie)

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