RETI TERRITORIALI E PERCORSI PERSONALIZZATI FINANZIATI DAL PROGRAMMA FSE+ 2021-2027
PER CHI HA ETÀ TRA I 30 E I 65 ANNI, BANDO APERTO DAL 16 MARZO AL 15 MAGGIO 2026
(LNews – Milano, 13 mar) Regione Lombardia rafforza le politiche attive del lavoro con un investimento di 10 milioni di euro per favorire l’inclusione lavorativa delle persone inattive. È stato infatti approvato l’avviso ‘Including for work’, una misura innovativa e sperimentale finanziata con risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027, finalizzata a intercettare e accompagnare verso il lavoro una parte significativa della popolazione che oggi non è occupata e non cerca attivamente lavoro.
Secondo le rilevazioni ISTAT relative all’ultimo trimestre del 2025, in Lombardia il tasso di occupazione ha raggiunto il 69,5%, mentre i disoccupati sono diminuiti del 12,9% su base annua. A fronte di un tasso di attività stabile al 71,7%, resta però rilevante la quota di popolazione inattiva che, secondo il Rendiconto sociale regionale 2024 realizzato da INPS, riguarda circa 1,8 milioni di persone, con un tasso di inattività pari al 27,9%.
È proprio per intercettare questa potenziale forza lavoro che Regione Lombardia ha deciso di avviare un intervento mirato, capace di integrare politiche del lavoro, servizi sociali e reti territoriali.
Chi voglia beneficiare di questa misura, può fare riferimento alle reti territoriali per una prima profilatura e per ricevere un percorso personalizzato. Le candidature potranno essere presentate attraverso il sistema Bandi e Servizi (BES) dal 16 marzo al 15 maggio 2026 consultabile a questo link qui riportato nella sua forma estesa: https://www.bandi.regione.lombardia.it/
“In Lombardia i dati sull’occupazione sono positivi – commenta l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – ma non possiamo ignorare il numero ancora elevato di persone che restano fuori dal mercato del lavoro”. “Con ‘Including for work’ – spiega – vogliamo compiere un passo ulteriore: intercettare chi oggi è inattivo, comprenderne i bisogni e costruire percorsi concreti di riattivazione. È una misura che mette al centro la persona e che valorizza il lavoro di rete tra operatori del lavoro, terzo settore e comunità locali, perché solo attraverso un’azione coordinata possiamo trasformare il potenziale inattivo in opportunità di crescita per i cittadini e per il sistema economico lombardo”.
Due le linee di intervento.
La prima riguarda la costruzione e l’animazione di reti territoriali, finalizzate a rafforzare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati e a promuovere iniziative di coinvolgimento e orientamento rivolte alle persone inattive. Sono previste attività come seminari, incontri, workshop e focus group, utili a sviluppare strumenti e iniziative capaci di mobilitare le risorse dei territori e facilitare l’avvicinamento degli inattivi ai servizi per il lavoro.
La seconda linea è dedicata alla realizzazione di percorsi personalizzati di riattivazione, con servizi specialistici di accompagnamento e tutoraggio. I beneficiari potranno accedere a interventi mirati come consulenza per la riattivazione, coaching, mediazione linguistica e culturale, supporto psicologico e sostegno all’autonomia, con l’obiettivo di favorire il reinserimento nel mercato del lavoro.
L’attuazione dell’iniziativa prevede la costituzione di partenariati guidati da un operatore accreditato ai servizi al lavoro, con la presenza obbligatoria di un ente del terzo settore e il coinvolgimento di ulteriori soggetti pubblici e privati attivi sul territorio. Il contributo massimo previsto per ciascun progetto potrà variare da 240.000 euro fino a circa 470.000 euro, in funzione del numero di persone intercettate.
Il bando si rivolge a persone inattive di età compresa tra i 30 e i 65 anni e punta a costruire una presa in carico integrata e personalizzata, grazie al coinvolgimento di diversi stakeholder locali.
L’obiettivo della misura è intercettare almeno 8.000 persone inattive in Lombardia e accompagnarne almeno il 50% verso percorsi di politica attiva, attraverso la sottoscrizione di un patto di servizio personalizzato, l’avvio di un tirocinio o l’attivazione di un contratto di lavoro della durata minima di 60 giorni.
“Il lavoro – conclude l’assessore Tironi – è la leva più potente di inclusione sociale. Con questa iniziativa vogliamo raggiungere chi oggi è più distante dai servizi e offrire strumenti concreti per tornare protagonista del proprio percorso professionale. È un investimento sul capitale umano della Lombardia e sulla coesione dei nostri territori”. (LNews)
red