(LNotizie – Milano, 14 lug) Diagnosticare e, in prospettiva, curare i tumori usando come strumenti alcune molecole del sistema immunitario. È questo l’obiettivo primario del progetto scientifico che, nel 2024, ha vinto il prestigioso premio ‘Lombardia è Ricerca’, ottenendo il finanziamento di Regione. In considerazione degli ottimi risultati conseguiti finora e alla luce dello stato di avanzamento delle attività realizzate, la Giunta regionale ha approvato la proroga al 31 dicembre 2027 del termine per l’attuazione della ricerca scientifica.
L’adozione del provvedimento arriva su proposta della direzione generale Università, Ricerca e Innovazione, in considerazione degli obiettivi già raggiunti dagli studi finanziati dal premio: lo sviluppo di anticorpi monoclonali che potrebbero fare la differenza nella diagnosi e, in prospettiva, nella cura dei tumori.
L’edizione 2024 del premio, considerato il Nobel lombardo, è stata assegnata al professor Alberto Mantovani per i suoi studi sui processi infiammatori e sul loro ruolo nello sviluppo di neoplasie. In applicazione del regolamento di Lombardia è Ricerca, che prevede la destinazione del 70% delle risorse al finanziamento di progetti collegati alla scoperta premiata, è stato sostenuto il progetto ‘Nuove molecole coinvolte nell’immunità innata nei tumori’, realizzato in collaborazione tra Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza, Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Università degli Studi di Milano.
“I lavori della ricerca – dichiara l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – sono partiti ad aprile 2025, con scadenza prevista al 31 dicembre 2026. Il progetto è finalizzato allo studio di nuovi meccanismi molecolari coinvolti nella risposta immunitaria antitumorale. L’obiettivo è quello di sviluppare innovativi strumenti diagnostici e terapeutici ad elevato potenziale traslazionale, attraverso attività sperimentali complesse che integrano ricerca di base e applicazione clinica. Il professor Mantovani ci ha fatto sapere di aver ottenuto ottimi risultati sinora, ma di avere bisogno di più tempo. Per questo abbiamo deciso di approvare come nuovo termine il 31 dicembre 2027. Per la nostra Regione è un orgoglio poter sviluppare ricerche di questo livello nel nostro territorio”.
Le attività di ricerca del professor Mantovani e degli istituti clinici coinvolti si concentrano in particolare sui tumori emopoietici, che interessano il sistema responsabile della produzione delle cellule del sangue, tra cui leucemie, linfomi e mieloma.
“La nostra ricerca – spiega il professor Mantovani – si focalizza in particolare su due molecole ancora poco conosciute: una proteina della famiglia MS4A, la cui funzione era ignota, e il recettore IL1R8, già conosciuto per il suo ruolo nella regolazione della risposta immunitaria. Si tratta di molecole appartenenti al cosiddetto ‘ignoroma’, cioè quell’insieme di geni e proteine di cui la scienza conosce ancora molto poco. L’interesse per queste molecole nasce dal fatto che sono state identificate nei macrofagi e in altre cellule mieloidi, componenti fondamentali del sistema immunitario”.
Il progetto si sviluppa interamente in Lombardia: coordinato dal professor Alberto Mantovani in stretta collaborazione con il professor Massimo Locati, Università degli Studi di Milano e con la professoressa Cecilia Garlanda, di Humanitas University (Hunimed). Si avvarrà inoltre di una rete collaborativa che coinvolge l’Ospedale Papa Giovanni XXIII (professor Alessandro Rambaldi) e l’Irccs San Gerardo dei Tintori/Fondazione Tettamanti (professor Andrea Biondi) per lo studio delle neoplasie ematologiche.
“Un particolare da sottolineare – aggiunge Mantovani – è l’importante risultato già raggiunto. Per la prima volta sono stati sviluppati anticorpi monoclonali capaci di riconoscere la proteina MS4A4A. Sono inoltre disponibili anticorpi diretti contro IL1R8. Grazie a questi strumenti i prossimi passi della ricerca saranno verificare l’attività biologica di questi anticorpi in laboratorio per valutarne il potenziale come nuovi strumenti diagnostici o futuri bersagli terapeutici”.
“È ancora presto – conclude Mantovani –per parlare del risultato finale di questa partita: i dati saranno condivisi con la comunità scientifica man mano che matureranno e saranno validati. Ma se il primo tempo ha già portato alla realizzazione di strumenti che fino a poco tempo fa non erano disponibili, l’impegno dei ricercatori e la solidità del lavoro di squadra rappresentano le basi migliori per affrontare la seconda metà della sfida, con l’obiettivo di trasformare la ricerca in nuove opportunità per i pazienti”.
Nel frattempo è tutto pronto per la nuova edizione del premio, che quest’anno è dedicata a un settore sempre più oggetto di studi scientifici: ‘Intelligenza artificiale e big data per la medicina predittiva’. “Il tema del 2026– commenta l’assessore Fermi– è particolarmente attuale: la medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data rappresenta una frontiera straordinaria, capace di rivoluzionare diagnosi, prevenzione e qualità della vita”. (LNotizie)
red