Non solo controlli, ma anche formazione per educazione e prevenzione
(LNotizie-Milano, 15 ott) “Dalla prossima primavera Regione Lombardia inaugurerà alla Carpaneta, con la gestione di Ersaf, la scuola per casari. Obiettivo, dare risposta al problema di ricambio generazionale, che non riguarda solamente gli allevamenti, ma anche le cooperative e i caseifici. È in corso la ristrutturazione della sede a San Giorgio Bigarello, dove si trova una stalla sperimentale, impianti di mungitura, un caseificio e aule didattiche. Regione Lombardia produce il 47% del latte nazionale ed è qui che ci sono opportunità anche professionali in una filiera lattiero casearia che è unica al mondo, caratterizzata da grandi produzioni Dop e con la necessità di poter contare su una professionalità elevate”.
Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Lombardia, Alessandro Beduschi, nel corso del convegno organizzato dall’Associazione regionale degli allevatori della Lombardia (Aral) alla Casa del Mantegna a Mantova, sul tema ‘Formaggi Dop e salute: un dibattito scientifico’, moderato dal professor Luigi Bonizzi, ordinario all’Università di Milano e vicepresidente dell’Istituto Spallanzani.
Guarda dunque ai giovani, al ricambio generazionale, alla formazione, l’impegno di Regione Lombardia ed Ersaf nell’ultimo atto della due giorni dell’evento internazionale dell’Associazione europea delle Regioni con prodotti d’origine, che vede la Lombardia presidente di turno di Arepo.
Quella della sicurezza alimentare è uno degli aspetti fondamentali che abbraccia non solo la zootecnia, ma anche l’intera filiera produttiva dei formaggi Dop. Controlli e vigilanza, anche attraverso il sistema veterinario (al convegno è intervenuto Francesco Maraschi, direttore dell’Unità Veterinaria di Regione Lombardia), sono attività indispensabili per assicurare la catena di garanzia.
Insostituibile il ruolo di Aral in termini di sicurezza – “Siamo – dichiara il presidente, Fabio Mantovani – il terzo laboratorio europeo per numero di analisi effettuate ogni anno nel settore del latte Ma il nostro impegno certifica anche il benessere animale, l’impronta ambientale, l’economia circolare”. Accanto a questo, si deve inserire l’attività di educazione alimentare e ambientale e la promozione delle Dop nelle mense pubbliche, dalla scuola agli ospedali.
“È un messaggio – prosegue Mantovani, al vertice anche della Federazione provinciale di Coldiretti, che ha coinvolto nell’ultimo anno oltre 5.000 bambini e studenti – emerso chiaramente dall’assemblea di Arepo e che riteniamo di sostenere, accanto alla necessità di potenziare l’informazione, in particolare nelle scuole, come abbiamo fatto come Coldiretti Mantova”.
A spezzare una lancia sul piano alimentare delle Dop lattiero casearie del territorio è Barbara Filosini, biologa nutrizionista e docente del settore tecnico alla Figc di Coverciano.
“Le proteine del latte dei grandi formaggi come Grana Padano e Parmigiano Reggiano – specifica – sono dei veri e propri super-food per la nutrizione sportiva”. Massima la salute e la sicurezza alimentare, come specificato da Angelo Stroppa (Grana Padano), Valentina Pizzamiglio (Parmigiano Reggiano), Paolo Daminelli (Istituto zooprofilattico sperimentale di Lombardia ed Emilia-Romagna), Sara Botti (biologa One Health dell’Università di Milano).
Essenziale arrivare al cittadino – “Abbiamo realizzato oltre mille mercati su tutto il territorio italiano per sostenere gli agricoltori grazie alla Legge di Orientamento agricolo, che hanno l’opportunità di raccontare il cibo sano alle persone – racconta Sara Paraluppi, direttore della Fondazione Campagna Amica -. Ci siamo avvicinati anche agli ospedali, per promuovere un percorso finalizzato a diffondere il buon cibo degli agricoltori e sostenere il territorio”.
Una qualità massima delle Dop casearie impone sforzi a sostegno dell’export. Lo sostiene Antonio Auricchio, presidente di Afidop: “Il Made in Italy è un marchio di qualità, apprezzato in tutto il mondo. I nostri formaggi hanno sapori regionali e storici e con i grandi consorzi dobbiamo fare in modo di trascinare le produzioni territoriali all’estero, anche dei consorzi di piccole dimensioni, che da soli hanno più difficoltà nell’internazionalizzazione”. (LNotizie)
red