LNews-SOSPESO MEDICO IN SERVIZIO AL PRONTO SOCCORSO DI MERATE (LC) CONDANNATO PER OMICIDIO VOLONTARIO.
ASSESSORE BERTOLASO: DECISIONE DELL’ASST A TUTELA DEI CITTADINI E DEL PERSONALE E DELL’OSPEDALE
(LNews – Milano, 27 feb) “Dopo aver appreso la notizia della condanna in secondo grado per omicidio volontario di un medico in servizio al Pronto Soccorso di Merate, su cui pesa una pena in appello a 17 anni e 3 mesi per sette casi legati a interventi avvenuti tra il 2014 e il 2018 a Trieste, comunico che da parte dell’ASST di Lecco è stata prontamente disposta nei suoi confronti la sospensione immediata dai turni, a tutela dei pazienti e del personale sanitario”. Così l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.
“È doveroso distinguere con chiarezza – ha aggiunto – tra il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva e l’etica della responsabilità che deve guidare chi opera in contesti delicatissimi come un Pronto Soccorso. Parliamo di professionisti chiamati a prendere decisioni cruciali con serenità e consapevolezza, in situazioni di emergenza, dove la fiducia dei cittadini e la credibilità del sistema sanitario non possono essere messe in discussione. Questa vicenda evidenzia ancora una volta le criticità legate al ricorso alle cooperative per il reclutamento di personale sanitario. È intollerabile la prassi secondo cui alcune cooperative impieghino personale senza condividere in modo completo e trasparente tutte le informazioni rilevanti con le strutture sanitarie con cui collaborano. Le direzioni ospedaliere devono essere messe nelle condizioni di conoscere ogni elemento utile a valutare l’idoneità dei professionisti che operano nei propri reparti, soprattutto in contesti ad alta complessità come il Pronto Soccorso”.
“Per questo motivo – ha sottolineato Bertolaso – oltre alla sospensione del medico, verranno avviate immediate verifiche e saranno adottati i provvedimenti del caso anche nei confronti della cooperativa coinvolta, qualora emergano responsabilità o omissioni informative. Il rispetto delle regole, degli obblighi di comunicazione e dei requisiti di trasparenza è un presupposto imprescindibile per poter operare all’interno del sistema sanitario pubblico”.
“È anche per questo – ha ribadito l’assessore al Welfare – che Regione Lombardia si è battuta per superare il sistema dei cosiddetti ‘gettonisti’ e per ridurre drasticamente la dipendenza dalle cooperative, con l’obiettivo di riportare sotto il pieno controllo pubblico la selezione e la gestione del personale che opera nei nostri ospedali.
Siamo determinati a eliminare definitivamente ogni residua criticità e ogni possibile strascico di queste prassi. La tutela della salute dei cittadini, la sicurezza delle cure e la piena affidabilità del sistema sanitario regionale restano la nostra priorità assoluta”. (LNews)
red