Concessione 'Caviaga' Eni

Cavenago d’Adda, Mairago e Turano Lodigiano/Lo i territori coinvolti

Cattaneo: da dialogo coi Comuni interventi a favore cittadini

La Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore all’Ambiente Clima, Raffaele Cattaneo, ha dato il via libera al ministero della Transizione ecologica – Mite (l. 55, 9 aprile 2002) alla proroga quinquennale della concessione ‘Caviaga’ Eni fino al 1° gennaio 2027. La concessione Eni spa per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sorge in provincia di Lodi.

Rilascio autorizzazione competenza Ministero

La decisione sarà ora trasmessa al Mite, Direzione generale per l’Approvvigionamento l’efficienza e la competitività energetica, al quale compete il rilascio dell’autorizzazione. Oltre che ai Comuni e alle Province interessate.

Necessità completare sfruttamento minerario

Concessione denominata ‘Caviaga’. Il giacimento sorge tra le province di Lodi e Cremona, a circa 40 Km a sud-est di Milano. Eni spa ha presentato la richiesta per la necessità di completare lo sfruttamento minerario.

“Si tratta in particolare di un’istanza di proroga di attività in corso – dice Raffaele Cattaneo – che non prevede ulteriori lavori di ricerca, ma mantiene l’utilizzo degli impianti e dei pozzi in esercizio. A conferma così dell’attenzione di Regione Lombardia per i territori e i comuni coinvolti. La proroga prevede infatti la prosecuzione della produzione nei pozzi esistenti e delle attività di monitoraggio e manutenzione. Per garantire il pieno recupero delle riserve tecniche del campo. Oltre ad ottimizzare i pozzi e gli impianti”.

Concertazione coi Comuni, coordinamento assessorato

“L’istanza – precisa Raffaele Cattaneo – è in effetti il risultato di un lavoro di concertazione con i Comuni di Cavenago d’Adda, Mairago e Turano Lodigiano (Lodi), sui cui territori sono ubicati i pozzi produttivi della concessione ‘Caviaga’. Un dialogo che ha permesso così d’individuare interventi per il territorio e a sostegno dei cittadini“.

Concessione ‘Caviaga’ Eni, fondo compensazioni

L’istituzione quindi del ‘Fondo per l’attivazione di una social card a favore dei residenti nelle Regioni interessate dalle estrazioni di idrocarburi’ è l’esito dell’attività legata all’approvazione il 26 novembre 2019 dello schema di Protocollo d’intesa col Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Economia e delle finanze.

Programma chiusura pozzi non più produttivi

Dunque la società dovrà ora presentare alla sezione dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le geo-risorse (Unmig) di Bologna, del Ministero della Transizione ecologica, il programma di chiusura mineraria di ogni pozzo non più produttivo. Entro un anno dalla sua messa fuori produzione. Senza attendere la futura scadenza della concessione. Naturalmente nel caso in cui il giacimento dovesse esaurirsi prima del termine del periodo della proroga stabilita.

Per i pozzi non più produttivi, all’atto del rilascio del decreto ministeriale di proroga, esclusi quelli di sfiato, dovrà invece essere presentato entro sei mesi, alla stessa sezione Unmig per la relativa approvazione, il cronoprogramma di chiusura e ripristino ambientale.

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