donna marocchina

Assessore: non sono bastati assassinii di Saman, Sana e Hina

“Ringrazio anzitutto la Polizia di Stato per aver tratto in salvo una giovane donna marocchina. Arrivata da poco in Italia, tenuta segregata e picchiata dal marito e dai suoceri”. Commenta così, l’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia, Riccardo De Corato, quanto accaduto a Mantova, dove la Polizia è intervenuta in soccorso di una giovane sposa di origine marocchina, da tre mesi in Italia, costretta dai suoceri e dal marito, denunciati dalle Forze dell’ordine alla Procura, a vivere segregata, privata dei documenti, e maltrattata.

Positiva l’attenzione dei vicini

“Una nota decisamente positiva – sottolinea l’assessore – è che i vicini di casa non siano rimasti indifferenti, allertando i soccorsi, e che la ragazza abbia trovato il coraggio di chiedere a gesti aiuto alla Polizia. Purtroppo, è evidente che non sono bastati gli omicidi di povere ragazze ‘colpevoli’, agli occhi dei loro familiari, di volersi integrare e di voler vivere la loro vita liberamente in Italia”.

Le vittime di questi anni

“Pensiamo – ricorda De Corato – a Hina Saleem a Brescia. La ragazza pakistana uccisa dai parenti l’11 agosto 2006 come punizione per non volersi adeguare agli usi tradizionali della cultura d’origine. O ancora, sempre a Brescia, a Sana Cheema, la 25enne, sempre pakistana. Sgozzata ad aprile 2018 nella terra d’origine dal padre e dal fratello perché si era innamorata di un ragazzo italiano ed aveva intenzione di sposarlo. O ancora, più recente, a Saman Abbas. La 18enne pakistana uccisa dalla famiglia a Novellara perché ha rifiutato un matrimonio combinato in Pakistan”.

Le violenze nelle cronache

“Oltre a loro – rimarca l’assessore – ci sono numerose ragazze e donne, figlie e mogli, che negli anni hanno subìto violenza da parte dei familiari o dal marito perché non si piegavano alle loro volontà”. “Tutti episodi, questi come anche quello nel Mantovano, che si verificano da anni – afferma l’assessore – nella falsa e sbagliata convinzione che le donne siano oggetti di proprietà degli uomini. Davanti a queste vicende non si può certamente continuare a parlare di ‘integrazione'”. “È evidente – denuncia l’assessore – che persone che ragionano con la mentalità della sharia islamica non possono in alcun modo integrarsi nella nostra società democratica”.

Plauso al Questore di Mantova

“Apprendo con piacere – conclude De Corato – che il Questore di Mantova, Paolo Sartori, ha dato disposizioni di revocare i permessi di soggiorno al marito e ai suoceri della giovane vittima. E con, una volta terminato l’iter giudiziario, conseguente espulsione dal territorio nazionale con trasferimento coatto nel Paese di origine”.

gus

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