Montagna ristori

Boccata d’ossigeno per gli operatori

La Giunta di Regione Lombardia  ha approvato i criteri di assegnazione di 33,8 milioni di indennizzi statali, i cosiddetti ristori, per le imprese turistiche della montagna. Sono rivolti, in particolare, ai comprensori sciistici danneggiate dall’emergenza sanitaria. Il documento è stato proposto dell’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, di concerto con l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda.

Montagna, ristori alle imprese turistiche

Le imprese beneficiarie della misura possono essere ricondotte alle attività esercitate in forma di impresa, iscritte al registro delle imprese con i relativi codici Ateco. Inoltre, dovranno risultare attive al momento della presentazione dell’istanza e avere sede operativa nei Comuni inseriti dei comprensori sciistici definiti dalla deliberazione regionale XI/4899. Il valore del contributo è in base alle differenti tipologie di strutture alberghiere, extralberghiere, categoria,  numero di posti letto e capacità ricettiva.

L’indennizzo può variare da un minimo di 15.000 euro fino a un massimo di 50.000 euro. L’operatore economico ha diritto a un ristoro per ogni unità operativa localizzata nel territorio di uno dei Comuni ricompresi nei comprensori sciistici. Tutto ciò entro il limite del triplo del contributo previsto per l’unità operativa maggiormente contribuita. Nel restante settore relativo all’erogazione dei servizi, l’indennizzo varia dai 5.000 agli 8.000 euro.

Requisiti Montagna ristori

Il requisito formale di ammissibilità è il calo del fatturato pari almeno al 30% con riferimento. Il periodo compreso è quello tra il 1° novembre 2020 ed il 30 aprile 2021 rispetto allo stesso periodo della stagione sciistica 2018-2019. Il minor introito è da autocertificare in sede di presentazione della domanda. Per le imprese non attive nel 2018 il requisito formale di ammissibilità consiste nell’iscrizione nel registro delle imprese dal 1° gennaio 2019.

Sinergia tra Regioni e Governo

“Nei giorni successivi alla mancata apertura degli impianti di risalita con il ministro al Turismo, si è innescato una lavoro sinergico tra Regioni e Governo. Dapprima con la delibera dei maestri di sci, poi con quella delle imprese turistiche e a breve con l’erogazione degli indennizzi agli impianti di risalita. L’obiettivo è infatti quello di fornire i giusti ristori agli operatori prima di affrontare la nuova stagione turistica invernale”. Questo il commento dell’assessore regionale alla Montagna.

“A fronte di un contesto normativo e legislativo complesso – ha concluso – arrivare in tempi relativamente brevi a misure così importanti, è frutto di un lavoro sinergico. Tutti i rappresentanti istituzionali si sono infatti adoperati dimostrando forte sensibilità nei confronti degli operatori di montagna”.

Ristori per la montagna, sostegno strategico

“La montagna è fondamentale per il rilancio turistico ed economico della Lombardia. I ristori sono infatti un sostegno strategico per tutte quelle attività economiche che hanno particolarmente sofferto la crisi da pandemia. Sono quindi un segnale di speranza per centinaia di famiglie”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo.

“Dopo mesi di sofferenza, praticamente un lockdown lavorativo da due stagioni invernali, finalmente una buona notizia per operatori e imprese turistiche. Sono – ha aggiunto – il volàno dell’economia della montagna e con sacrificio e tenacia, rendono ancora più attrattivi e accoglienti i nostri territori. È quindi  una notizia positiva e dimostra la volontà di valorizzare una destinazione che rappresenta il 40% del territorio regionale. Tutto ciò anche in vista delle Olimpiadi 2026”.

Tempistiche

Entro una settimana dall’approvazione di questo provvedimento potranno essere adottati tutti gli ulteriori atti attuativi. È compresa anche la definizione delle modalità di presentazione delle richieste mediante l’apposita piattaforma on line.

Montagna ristoriMontagna, aziende e ristori

Qui di seguito l’elenco delle imprese ammissibili al contributo. Tra queste ad esempio alberghi e residenze turistico alberghiere, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, affittacamere per brevi soggiorni. Ammesse inoltre case ed appartamenti per vacanze gestiti in forma imprenditoriale, residence (foresterie e locande), aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte. Sono comprese anche le agenzie di viaggio e i tour operator (inclusi i consorzi turistici). Secondo i limiti previsti dalla delibera, usufruiscono di un contributo forfettario anche gli esercizi riconducibili ai codici Ateco della ristorazione con e senza somministrazione. Tra queste, gelaterie e pasticcerie, bar e altri esercizi simili senza cucina, nonché i noleggi di attrezzature sportive e ricreative.

Comuni di montagna e ristori ai comprensori sciistici

Ad essere interessati sono 58 Comuni lombardi appartenenti a 7 province.

Questo l’elenco dei Comuni suddiviso per provincia.

Bergamo

Branzi, Carona, Castione della Presolana, Colere, Costa Valle Imagna, Cusio, Foppolo, Gandino, Gromo, Mezzoldo, Moio de’ Calvi, Oltre il Colle, Piazzatorre, Rogno, Roncobello. Schilpario, Selvino, Songavazzo, Valleve, Valtorta, Vilminore di Scalve, Valbondione.

Brescia

Angolo Terme, Artogne, Bagolino, Borno, Breno, Collio, Corteno Golgi, Pisogne, Ponte di Legno, Temù.

Como

Sormano.

Lecco

Barzio, Casargo, Esino Lario, Margno, Moggio.

Pavia

Santa Margherita di Staffora.

Sondrio

Aprica, Bormio, Campodolcino, Caspoggio, Chiesa in Valmalenco, Gerola Alta, Lanzada, Livigno, Madesimo, Piuro, Teglio, Tirano, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Villa di Tirano.

Varese

Brinzio, Cunardo, Maccagno con Pino e Veddasca.

gus/ram

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