Nutrie, Rolfi: Regioni bocciano Piano Governo. Servono soldi, non parole

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Assessore: emergenze non hanno colore politico

L’agricoltura chiede di risolvere il problema

“Nella mattinata di mercoledì 16 dicembre le Regioni italiane hanno sposato la linea della Lombardia, bocciando, su proposta del coordinatore della conferenza, lo schema di decreto sul Piano di gestione nazionale della nutria presentato dal ministro Costa. Non poteva essere altrimenti, visto che il documento prevede zero euro per gli interventi e mi auguro che a questo punto il Governo ascolti la voce dei territori. Adesso serve un fondo nazionale cospicuo per arginare un problema che ormai ha assunto i connotati di una vera e propria emergenza. E le emergenze non hanno colore politico”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, al termine della seduta della commissione Politiche agricole in sede di Conferenza delle Regioni.

I danni della nutria sono incalcolabili

“I danni che questo roditore sta causando in Lombardia e in tutta la Pianura Padana – ha aggiunto l’assessore – sono ormai incalcolabili. Oltre a quelli diretti alle coltivazioni sono da registrare anche quelli alle arginature dei corpi idrici in cui costruisce le tane, contaminando i cicli produttivi dei nostri prodotti agroalimentari e creando pericoli per l’uomo. Gli agricoltori stanno chiedendo da anni interventi concreti. Servono soldi da parte del Governo, non promesse, parole e documenti inutili. È necessario coordinare le forze tra istituzioni, associazioni di categoria ed enti coinvolti come parchi e consorzi di bonifica”.

Necessario grande Piano nazionale

“In Lombardia – ha concluso l’assessore Rolfi – sono stati fatti interventi concordati tra Regione, Province, Comuni e volontariato. Senza però un grande Piano nazionale di intervento non si può essere efficaci. Perché il peso di tutto il lavoro grava sulle spalle di Regione, enti locali e volontari. Tra l’altro la nutria ha una capacità riproduttiva che lascia poco spazio alle solite lungaggini burocratiche romane. Serve intervenire subito”.

gus

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