Etichettatura, Rolfi: tutte le Regioni sottoscrivano appello pro NutrInform

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“Chi paragona agricoltori a lobbisti non rappresenta l’Italia”

No all’etichetta a semaforo che si basa sulle dosi invece che sulle singole caratteristiche del prodotto (Nutriscore) e un invito a tutte le Regioni italiane a sottoscrivere l’appello per l’introduzione dell’etichetta a batteria (NutrInform). Una soluzione che aiuta infatti il consumatore a interpretare le reali informazioni nutrizionali degli alimenti.

È la posizione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, che, in sede di commissione politiche agricole della Conferenza Stato Regioni, sottoporrà la proposta agli assessori all’Agricoltura di tutte le Regioni italiane.

Nutriscore danneggia nostre produzioni

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“L’etichettatura a batteria di NutrInform – ha detto Rolfi – mira a definire le quantità giuste del singolo alimento per una dieta corretta, senza catalogare come sano o non sano un prodotto. Bisogna fare sistema per togliere dal tavolo la follia del Nutriscore che, con il metodo dei bollini a colore, invece danneggerebbe seriamente il sistema agroalimentare italiano. E della Lombardia in primis. Visto infatti che siamo la prima regione agricola a livello nazionale sia per produzione che per valore della trasformazione”.

Il dibattito sull’etichettatura è tornato d’attualità in seguito all’appello francese in favore del Nutriscore, firmato anche da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute.

Agropirateria colpisce Made in Italy

“Un documento scellerato – ha sottolineato l’assessore lombardo – in cui vengono definiti lobbisti coloro che si battono per l’etichettatura a batteria. I produttori italiani di formaggi, di olio, di salumi non sono potenti portatori di interessi. Sono persone che con il proprio lavoro contribuiscono a rendere il sistema agroalimentare italiano il più sicuro e conosciuto al mondo. Non a caso, infatti, l’agropirateria colpisce principalmente il Made in Italy. Chi sottoscrive documenti del genere non è degno di rappresentare l’Italia. Ovvero il primo Paese europeo per valore aggiunto agricolo”.

Sempre in difesa del sistema agroalimentare

“La Regione Lombardia – ha ribadito l’assessore Rolfi – continuerà a lavorare quindi con il ministro Stefano Patuanelli, con il sottosegretario Gian Marco Centinaio e con le associazioni di categoria. Alo scopo di difendere il sistema agroalimentare italiano che vale 522 miliardi di euro, pari al 15% del Pil nazionale. Mettere il semaforo rosso a olio, formaggi e salumi del territorio lombardo sarebbe un colpo mortale per la nostra economia. Nonchè porterebbe al sacrificio di migliaia di aziende agricole. Favorendo le grandi multinazionali straniere”.

Nostri disciplinari emblemi di sicurezza alimentare

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“L’olio – ha detto in conclusione Rolfi – che si produce sui laghi lombardi, il Grana padano, il Parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma o il salame di Cremona, giusto per fare qualche esempio, sono di straordinaria qualità. E, inoltre, i nostri produttori sanno garantire, per disciplinare, una sicurezza alimentare che non ha pari al mondo”.

Il valore del settore

Il valore della produzione agricola in Lombardia è infatti di 7,8 miliardi di euro su 57 miliardi totali a livello nazionale. Mentre quello della trasformazione è di 3,6 miliardi di euro sui 31 italiani. La Lombardia esporta 500.000 tonnellate di prodotti lattiero-caseari l’anno, per un valore di 1,2 miliardi di euro, e 270.000 tonnellate di carne, per un valore di 750 milioni di euro.

Produzione agricola per provincia (in percentuale sul totale Lombardia)

Totale Lombardia 7,8 miliardi di euro (100%); Bergamo 8,8%; Brescia 27,4%; Como 2%; Cremona 15,4 %; Lecco 1,5%; Lodi 5,8%; Mantova 19,7%; Milano 5,5%; Monza 1%; Pavia 9%; Sondrio 2%; Varese 1,8%.

Numero aziende agricole per provincia

Bergamo 4.880; Brescia 9.712; Como 2.064; Cremona 3.804; Lecco 1.103; Lodi 1.288; Mantova 7.461; Milano 3.520; Monza 891; Pavia 6.075; Sondrio 2.280; Varese 1.610.

ver/gus

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