La vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, ha partecipato su delega del presidente Attilio Fontana, in rappresentanza della Regione Lombardia, alla commemorazione della strage di via Palestro a Milano, in ricordo del terribile attentato che spezzò la vita a cinque persone: Alessandro Ferrari, Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno e Driss Moussafir, ferendone altre dodici e sfregiando un luogo della cultura di Milano.

Strage via Palestro fu notte orribile

“Fu una notte orribile, di paura, di angoscia – ha detto Letizia Moratti – di ritorno con la memoria al passato, quando altri terribili attentati colpirono Milano. Lo spostamento d’aria e il boato si sentirono in tutta la città. Sembrava che Milano fosse diventata l’obiettivo di un bombardamento, disse qualcuno a ragione”.

“La violenza terroristica – ha aggiunto la vicepresidente – qualsiasi sia la sua matrice, cerca di minare la convivenza civile. E imporre la volontà degli assassini su quella della collettività e sulle regole democratiche che la nostra società si è data, utilizzando l’arma del terrore. Un terrore che ci dovrebbe indurre istintivamente alla fuga. Fuggire l’orrore dei corpi dilaniati con la paura di diventare a nostra volta vittime casuali, come lo furono quelli che in quella sera persero la vita o furono feriti dalla tremenda esplosione”.

Eroi che non fuggirono dal loro dovere

“Però – ha ricordato Letizia Moratti – non fuggì l’agente della polizia locale Alessandro Ferrari, che accortosi del pericolo fece in modo di salvare la vita di inermi passanti, né fuggirono dal loro dovere i Vigili del Fuoco: La Catena, Pasotto, Picerno che cercarono di intervenire. Pagarono un terribile prezzo perdendo il bene più prezioso, la vita”.

“La possibilità di un futuro – ha evidenziato la vicepresidente della Regione Lombardia – i loro sogni e speranze, tutto gli fu strappato in un momento. Strappati all’affetto delle loro famiglie, dei loro amici. Ligi al dovere e sacrificandosi per gli altri, diedero l’immediata risposta dell’Italia migliore alla mafia, dando l’esempio e indicando la via per il fallimento della sua strategia”.

Sempre grati al loro sacrificio

“Non possiamo che essere loro grati e stringerci attorno alle loro famiglie che tanto hanno sofferto – ha concluso Letizia Moratti -. È pertanto importante che si commemori il loro sacrificio, per ricordare e perché le istituzioni democratiche sono il punto di riferimento e un baluardo di legalità contro gli abusi, le prepotenze, la violenza attraverso i quali le mafie vogliono imporsi, facendo spesso di chi socialmente è più fragile, degli inermi, la principale vittima. La vita spezzata di Driss Moussafir quindi li rappresenta simbolicamente tutti”. (LNews)

red

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