Ucraina, un anno fa l’inizio del conflitto. Il ricordo di Attilio Fontana

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Nel libro di Filippo Poletti le storie di 51 donne scappate dalla loro terra e rifugiatesi in Lombardia

Accolti migliaia di profughi, nei nostri ospedali i bambini malati oncologici. Piccoli pazienti da Pavia a Milano, fino a Brescia, Varese, Bergamo e Monza

A Kiev sono le 4.30 di mattina del 24 febbraio 2022. Il boato dei primi missili lanciati dalla Russia sveglia di soprassalto l’Ucraina. Una colonna di blindati lunga 60 kilometri arriva da nord mentre cominciano anche i bombardamenti aerei.
È l’inizio di un conflitto che va avanti da 365 giorni. Migliaia e migliaia di persone scappano lasciando la loro terra. La Lombardia da subito è in prima linea per fornire aiuti, portare assistenza e accogliere i primi profughi.

“Oggi, come ieri, è sempre più necessario cercare di affermare una parola di pace per il popolo dell’Ucraina che è al limite della sopportazione”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in un’intervista pubblicata sui canali social di Lombardia Notizie Online a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina. “La Lombardia – ha ricordato il governatore – ha accolto moltissimi profughi in diverse tipologie di strutture. Particolare attenzione è andata a coloro che non avevano sistemazione da parenti o amici”.

In Lombardia curati 85 bambini dell’Ucraina

“Siamo intervenuti – ha proseguito Fontana – anche per aiutare 85 bambini malati oncologici curati in diverse strutture della Lombardia. Una mobilitazione ‘a tuttocampo’ che è andata dal San Matteo di Pavia, all’Istituto dei Tumori di Milano, dagli Spedali Civili di Brescia, all’Ospedale di Circolo di Varese. Mobilitati anche Niguarda e il Policlinico di Milano, Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ‘Irccs San Gerardo di Monza e l’ospedale di Gallarate. Un’azione resa possibile anche grazie all’impegno di ‘Sole e Terre onlus‘ e ai voli messi a disposizione da donatori privati e dalla Protezione civile“.

“Questa grande manifestazione di solidarietà – continuato Fontana – si è realizzata anche grazie anche al supporto di Fiera Milano. La Fondazione ha infatti messo a disposizione beni e mezzi di trasporto”.

Ucraina‘Ucraina, grammatica dell’Inferno’, il libro di Filippo Poletti

In occasione del primo anniversario di guerra, il presidente Fontana ha ricevuto dal giornalista Filippo Poletti il libro ‘Ucraina, grammatica dell’Inferno’. L’autore, in oltre 200 pagine, racconta il primo anno di guerra attraverso la testimonianza di 51 donne fuggite in Italia e accolte in Lombardia.

Sono più di 10 milioni, lo stesso numero degli abitanti della Lombardia, le persone fuggite di casa; 4,8 milioni sono quelle registrate per la protezione temporanea in Europa e 5,4 milioni quelle sfollate. Oltre 17 milioni hanno avuto bisogno di assistenza.
L’Italia ha accolto 145.829 profughi, l’84% donne e bambini. È un numero che corrisponde a un decimo degli abitanti di Milano. Più del 60% per cento di loro ha trovato rifugio nel nord Italia. Nel 2022 al consolato d’Ucraina a Milano sono state presentate oltre 56.000 pratiche con punte di oltre 500 al giorno.
Tra di loro c’è Halyna: “Ho 36 anni: la notizia dell’attacco all’ospedale di Mariupol del 9 marzo 2022 mi ha spinto a lasciare il mio Paese. Ho pensato che se non c’era pietà per i bambini, che sono il futuro, non ci sarebbe stata neanche per me. Ho preso l’essenziale, chiuso la porta e sono scappata in Italia”.

“In questo libro, come in altre testimonianze di guerra – ha concluso il governatore Attilio Fontana – si ripercorre un drammatico anno. Noi non abbiamo  mai smesso di esprimere concretamente solidarietà all’Ucraina”.

Il libro nasce dall incontro con Nicole, una bimba di soli 9 anni. “Il 18 marzo 2022 – ha raccontato Poletti – ero a San Donato Milanese quando la piccola, con mamma ucraina e papàucraina lettera italiano, mi consegna un volantino. C’è scritto ‘SOS Ucraina, i miei nonni abitano a Kherson al tredicesimo piano e vedono i carri armati, aiutatemi’. Ho sentito il desiderio di abbracciare questo popolo in tutti i modi che potevo”.

 

 

 

Ottimizzato per il web da:
Monica Ramaroli

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