(LNotizie – Milano, 12 mag) “Dopo diversi confronti con le Regioni del Bacino padano, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, e con una forte collaborazione anche con i due Ministeri competenti, Ambiente ed Agricoltura, sono state recepite le istanze che provenivano dalla Lombardia, arrivando alla definizione di un testo condiviso”. Così Massimo Sertori, assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche di Regione Lombardia, commentando l’approvazione in Consiglio regionale del Pdl 175 relativo alla determinazione delle aree idonee per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.
“All’interno del processo di decarbonizzazione – ha aggiunto Sertori – c’era l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la produzione di energia pulita da una parte e il preservare il territorio dall’altra. Elementi cardine del provvedimento che abbiamo presentato sono l’introduzione della misura minima dello 0,8% della superficie agricola a disposizione e un tetto al 3% del livello comunale della SAU”.
“Crediamo che il provvedimento definito oggi – ha sottolineato – sia una misura di equilibrio che ha il grande pregio di preservare il territorio, l’agricoltura, contenere il costo dell’energia, ma centra anche obiettivi ambientali ed energetici sfidanti ed importanti come l’incentivazione della produzione di energia rinnovabile, la riduzione del co2 e l’ottenere una maggiore autonomia energetica della nostra Regione”.
“Non è stata un’operazione semplice, ma abbiamo fatto tutto con delle valutazioni preliminari e con grande impegno – ha concluso Sertori – per arrivare, in tempi stretti, ad una legge importante e strategica per i territori lombardi”.
Beduschi: trovato punto di equilibrio – “Abbiamo lavorato a lungo, insieme alle altre Regioni del bacino padano e ai Ministeri competenti, per trovare un punto di equilibrio dentro una normativa particolarmente complessa – ha spiegato Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste – legata alla direttiva europea RED2, che pone obiettivi importanti ma anche fortemente impattanti per territori agricoli come il nostro. In Lombardia il traguardo di incremento delle rinnovabili, pari a 8,7 gigawatt, rischiava inevitabilmente di scaricarsi anche sulle superfici agricole più produttive”.
“Il confronto istituzionale – ha proseguito Beduschi – è servito proprio a evitare un’applicazione troppo rigida delle norme europee, che avrebbe potuto compromettere fino a 20 mila ettari di suolo fertile, concentrati soprattutto nelle aree di pianura, cuore della nostra produzione agroalimentare. Alla fine è stato costruito un documento equilibrato, che consente di sostenere la crescita delle energie da fonti non fossili senza mettere in discussione la storia, l’economia e l’identità agricola della Lombardia”.
“Resta però evidente – ha evidenziato l’assessore all’Agricoltura – che il tema energetico impone ormai una riflessione più ampia e pragmatica anche su altre modalità di produzione, a partire dal nucleare, se vogliamo coniugare sostenibilità ambientale, competitività e tutela del nostro sistema produttivo”.
Maione: provvedimento leva concreta per reddito e recupero territorio – “La norma – ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – punta a bilanciare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la salvaguardia del paesaggio, accelerando la transizione ecologica e promuovendo il recupero di aree degradate e da bonificare. In questi ambiti, l’installazione di energia rinnovabile rappresenta una leva concreta per il ripristino territoriale e la creazione di reddito, capace di trasformare passività ambientali in risorse strategiche per la collettività”.
“Questo provvedimento – ha concluso l’assessore – si integra coerentemente nel percorso di decarbonizzazione già delineato dalla nostra ‘legge sul clima’, trasformando l’impegno verso l’energia pulita in un’occasione di rigenerazione per l’intera regione”. (LNotizie)
ver