LNews-UNIVERSITÀ, BOOM DI RICHIESTE PER IL BANDO DA 50 MILIONI ‘INFRASTRUTTURE DI RICERCA’ PROMOSSO DA REGIONE, SELEZIONATI 29 PROGETTI

ASSESSORE FERMI: LABORATORI E TECNOLOGIE FINANZIATE SARANNO MESSE A DISPOSIZIONE DELLE PMI DEL TERRITORIO, PRIMA INIZIATIVA DEL GENERE RISERVATA AGLI ATENEI LOMBARDI

LA MISURA PUNTA A FORNIRE RISORSE AL SETTORE ACCADEMICO IN CORRISPONDENZA DEL TERMINE DEI FONDI DEL PNRR

(LNews – Milano, 11 nov) Sono ben 29 i progetti presentati dalle Università per accedere ai contributi a fondo perduto messi a disposizione da Regione Lombardia per sostenere la creazione di infrastrutture di ricerca e innovazione grazie ai fondi del Programma Regionale Fesr 2021-2027. L’obiettivo è duplice: rafforzare la collaborazione con il sistema produttivo e promuovere il trasferimento tecnologico.

Il bando, che si è chiuso lo scorso 23 ottobre, ha registrato un enorme successo: la dotazione finanziaria di 50 milioni di euro è andata esaurita velocemente a fronte di una richiesta di circa 67 milioni di euro. L’iniziativa è la prima dedicata esclusivamente agli atenei lombardi, sia pubblici sia privati, con un focus specifico sulla creazione o sull’ammodernamento di infrastrutture di ricerca.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi. “L’ampia adesione, anche da parte degli atenei non statali – ha sottolineato – ci conferma la bontà di questa nuova misura che, tra l’altro, inizierà a dare i suoi frutti proprio in corrispondenza del termine dei fondi Pnrr, infondendo nuovo ossigeno”.

Uno degli elementi che ha contribuito a raggiungere questo ottimo risultato è stata l’attivazione di strumenti di confronto con le Università, tra cui il tour negli atenei, la Conferenza dei Rettori e la ricognizione dei fabbisogni tramite una manifestazione di interesse ‘ad hoc’.

“Questo percorso – ha aggiunto Fermi – ci ha suggerito, ancora una volta, l’importanza di mantenere un dialogo continuo con gli stakeholder per intercettare i reali bisogni del territorio. Anche per questo abbiamo inserito tra i requisiti fondamentali per la presentazione dei progetti che i laboratori e le tecnologie finanziate vengano poi messi a disposizione delle piccole e medie imprese del territorio”.

Per Regione Lombardia il sistema universitario costituisce un asset strategico in termini di capacità di innovazione e di competenze. In quest’ottica, il potenziamento delle infrastrutture di ricerca consente di rafforzare la competitività a livello locale, nazionale e internazionale e di rimanere all’avanguardia in un contesto di tecnologie in rapido mutamento. Il tutto in stretta sinergia con il sistema economico.

I 29 progetti che sono stati presentati dalle 14 università lombarde valgono complessivamente quasi 88 milioni di euro. Il taglio medio è intorno ai 3 milioni di euro: sono iniziative di una certa rilevanza che incideranno concretamente sulle capacità innovative delle strutture di ricerca e con importanti risultati di trasferimento tecnologico.

Gli ambiti maggiormente interessati sono ‘Salute e Life Science’ (11) e ‘Manifattura avanzata’ (7), seguono poi ‘Sostenibilità’ (3), ‘Connettività e Informazione’ (3), ‘Nutrizione’ (2), ‘Smart Mobility’ (1), ‘Sviluppo sociale’ (1), ‘Cultura e conoscenza’ (1). Tutti i progetti che verranno ammessi al contributo dovranno concludersi entro due anni.

Le quattordici università lombarde statali e non statali che hanno partecipato sono: Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Pavia, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università dell’Insubria, IULM, LIUC, Humanitas University, IUSS di Pavia, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università Telematica E-Campus.

I 29 progetti dovranno essere valutati da una commissione indipendente – coordinata da Finlombarda s.p.a. – che ne valuterà l’ammissibilità formale e la qualità tecnica secondo i criteri già stabiliti dalla Giunta regionale. Di particolare rilevanza gli aspetti di innovazione e di impatto potenziale sulla competitività delle PMI e sul sistema della ricerca. Anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale e all’uguaglianza di genere verrà valorizzata con un punteggio aggiuntivo. Entro 150 giorni verrà inoltre stilata la graduatoria con i progetti ammessi al contributo, con quelli ammessi ma non finanziati per esaurimento della dotazione e con quelli non ammessi.

L’agevolazione concessa da Regione Lombardia consisterà in un contributo a fondo perduto, con un importo massimo variabile in base al regime di aiuto applicabile:

– fino a 3 milioni di euro (80% delle spese ammesse) in caso di assenza di un aiuto di Stato;

– fino a 5 milioni di euro (50% delle spese ammesse) in caso di applicazione del Regolamento GBER (norme UE che consentono a Stati Membri di ricevere aiuti di Stato senza notifica

preventiva alla Commissione Europea, a condizione che siano rispettate specifiche condizioni).

Regione Lombardia rimborserà le spese per investimenti materiali e immateriali strettamente correlate alla creazione o all’ammodernamento dell’infrastruttura di ricerca, quali ad esempio l’acquisto di nuova strumentazione e la realizzazione di lavori correlati per l’installazione e l’acquisto di software o di licenze d’uso per software. (LNews)

red

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