coronavirus contratti latte

“Tutta la filiera sta dimostrando responsabilità, nessuno metta mani avanti”

“Anche per il mese di marzo devono essere rispettati, in agricoltura e in ermergenza coronavirus, i contratti pattuiti con gli allevatori per l’acquisto del latte. Gran parte dell’industria della trasformazione e del sistema cooperativo sta correttamente ritirando il latte nella quantità e ai prezzi stabiliti, qualcuno addirittura ne sta ritirando di più, quindi il mercato sta tenendo, seppure con un riposizionamento dei volumi. Questo significa che le azioni speculative non sono giustificabili nemmeno dall’andamento del mercato e che nessuno deve mettere le mani avanti approfittando della situazione”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi, in merito all’attuale situazione legata alla filiera del latte.

‘Tavolo regionale del latte’

“Voglio fare un appello a tutti gli attori del comparto – ha proseguito l’assessore – a mettere in pratica quanto discusso al ‘Tavolo regionale sul latte’ nei giorni scorsi: decidere un prezzo di riferimento verso il quale attenersi per garantire redditività a tutta la filiera in questo momento particolare, quantomeno per il mese di aprile”.

Prezzo nell’accordo

“Il prezzo stabilito nell’accordo Galbani – ha sottolineato Rolfi – potrebbe essere un riferimento, in grado di garantire a tutti una sufficiente remunerazione in base alle condizioni del mercato”.

Riconoscere gli sforzi di tutti

“Devono essere riconosciuti – ha aggiunto – gli sforzi. Sia degli allevatori, che, in maniera responsabile, stanno riducendo i volumi di produzione per far fronte alle attuali esigenze economiche. Sia del mondo della trasformazione, che, nonostante i problemi legati alla forza
lavoro e alla chiusura di mercati esteri, sta continuando a lavorare il latte”.

Un riferimento

“Il prezzo Galbani, già riferimento per molti, potrebbe essere un punto di incontro – ha concluso Rolfi – per evitare che qualcuno possa mettere le mani avanti e usare l’emergenza sanitaria del coronavirus per ritrattare quanto stabilito nei contratti del latte”.

gus