Diritti infanzia, Regione Lombardia investe su progetti e interventi

7 Novembre 2019
Paola Stringa
diritti infanzia
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Regione Lombardia investe su interventi a tutela di infanzia e adolescenza e su progetti di monitoraggio e verifica costante. Ne ha parlato l'assessore alla Famiglia Genitorialità e Pari Opportunità Silvia Piani a Bormio (SO) in occasione dell'evento 'I Bambini al Centro'

L’assessore alla Famiglia Silvia Piani ha partecipato a Bormio (So) all’evento ‘I Bambini al Centro’

Regione Lombardia da sempre svolge un ruolo centrale nella promozione e sensibilizzazione delle tematiche a tute lei diritti dell’infanzia, dell’adolescenza e della genitorialità. Ne ha parlato l’assessore alla Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità Silvia Piani in occasione del convegno ‘I bambini al Centro’ che si è svolto a Bormio (SO).

“Facendo proprie le disposizioni della Convenzione siglata a New York nel 1989 a tutela dei diritti dell’infanzia – ha affermato Piani – nel corso degli anni, Regione Lombardia ha approvato diversi provvedimenti normativi su queste tematiche, che richiedono interventi sinergici tra le diverse istituzioni coinvolte quali i presidi sociosanitari, la scuola, e non ultimo il tribunale”.

Il contesto normativo

Nel dettaglio, a partire dal 2011, Regione Lombardia ha approvato le Linee guida per l’affidamento famigliare e, nel 2016, le Linee guida per la promozione dei diritti e delle azioni di tutela dei minori con la loro famiglia.

Monitoraggio costante

“Si tratta di importanti provvedimenti per la tutela dei minori che richiedono una costante verifica e monitoraggio della loro attuazione sul territorio. In tale contesto sia esperienziale che normativo – ha sottolineato Piani – Regione Lombardia ha accolto il Programma di Interventi per la Prevenzione all’Istituzionalizzazione dei minori (P.I.P.P.I.) come modello di intervento innovativo, da sperimentare a supporto di nuclei famigliari dove il ruolo genitoriale risulta carente sotto il profilo educativo ed assistenziale”.

I numeri

A partire dal 2011,  27 dei 95 Ambiti Territoriali presenti in Regione hanno sperimentato il programma. Distribuiti in 11 province, ha coinvolto 502 famiglie e 566 bambini. Quest’anno, invece, il programma ha visto la partecipazione di 10 nuovi Ambiti Territoriali consentendo quindi una diffusione più ampia del modello.  Nel corso degli anni sono stati inoltre attivati, in collaborazione con l’università di Padova, incontri di coordinamento con gli ambiti coinvolti nel programma al fine di evidenziare i punti di forza e debolezza del modello.

Corresponsabilità di tutti gli attori coinvolti

“Un elemento fondamentale di tutto l’impianto – ha concluso l’assessore – è la corresponsabilità di tutti gli attori coinvolti nei progetti di accompagnamento delle famiglie in situazione di svantaggio sociale, come valore condiviso nell’attuazione di tutti i progetti di intervento a favore dell’infanzia”.

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