Bergamo, inaugurato l’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco

Inaugurazione ospedale Comunità San Giovanni Bianco
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I primi 10 posti letto disponibili dal 12 dicembre

Inaugurato l’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco, il primo in provincia di Bergamo. I primi dieci posti letto entreranno in funzione dal 12 dicembre.

Ulteriori 10 posti letto verranno attivati entro la fine del 2023. Saranno prima ultimati i lavori finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Si tratta del terzo intervento previsto dal Pnrr per l’Asst Papa Giovanni XXIII dopo le Case di Comunità già attivate a Bergamo Borgo Palazzo e a Sant’Omobono Terme. All’inaugurazione presente, tra gli altri, l’assessore regionale Claudia Maria Terzi.

Assessore Terzi: una struttura importante per il territorio

“L’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco – ha commentato l’assessore – è una struttura importante che si candida a diventare un punto di riferimento per tutta la Valle. Nel solco della strada tracciata da Regione Lombardia mira a garantire presidi sanitari a chi vive lontano dai centri urbani. La sanità riveste infatti un ruolo chiave nel rilancio sociale, demografico ed economico di una valle. Obiettivo che è anche al centro della strategia delle Aree Interne. In questo contesto il potenziamento dei servizi sul territorio va di pari passo con gli investimenti per migliorarne l’accessibilità. E Regione Lombardia ha stanziato oltre 5 milioni di euro attraverso il Piano Lombardia, il programma di investimenti voluto dal governatore Attilio Fontana per la ripartenza post Covid. Le risorse finanzieranno opere molto attese in Valle Brembana e daranno un nuovo futuro al territorio”.

L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria della rete territoriale prevista dal PNRR. Eroga interventi sanitari a media/bassa intensità clinica tramite ricoveri brevi e una gestione prevalentemente infermieristica. Contribuisce ad una maggiore appropriatezza delle cure. Offre infatti continuità di assistenza e facilita il passaggio dal contesto ospedaliero a quello domestico, secondo il principio dell’intensità di cura, paradigma fondante la moderna organizzazione dei servizi sanitari. Potenzialmente quindi determina una riduzione degli accessi impropri ai servizi sanitari. Ne sono un esempio quelli al Pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche.

Il personale in servizio

All’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco saranno in servizio un coordinatore infermieristico, un infermiere case manager, infermieri OSS, assistenti sociali e fisioterapisti. La responsabilità clinica è in capo alla Medicina interna 2, diretta da Mario Tramontini. Accoglierà i pazienti dimessi dai reparti di degenza dell’Ospedale di Bergamo e di San Giovanni Bianco; su segnalazione dei reparti stessi o delle centrali di dimissioni protette. Oppure utenti segnalati dai medici di base, dai medici di continuità assistenziali e da quelli di Pronto soccorso.

“L’Ospedale di Comunità – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII – si aggiunge ai servizi già attivi a San Giovanni Bianco: il Pronto soccorso, i servizi diagnostici e ambulatoriali, la week surgery, i 30 posti letto di Medicina, 20 posti letto di attività chirurgica, 20 posti letto per subacuti e il servizio degli Infermieri di famiglia e di comunità. L’Ospedale di comunità è il simbolo dell’integrazione tra l’attività ospedaliera e quella territoriale, assetto fondamentale della sanità del futuro. Per quanto fisicamente all’interno di un presidio ospedaliero, afferisce infatti pienamente alla rete dei servizi territoriali della ASST. Ma è anche il simbolo dell’integrazione tra il presidio di Bergamo e quello di San Giovanni Bianco, che da tempo vede lo scambio di professionisti tra i due ospedali e la condivisione di protocolli diagnostico-terapeutico-assistenziali. Ora anche un accompagnamento dei pazienti dopo la dimissione e prima del ritorno a casa”.

I prossimi interventi alla struttura

L’Ospedale di Comunità è collocato al secondo piano dell’Ospedale di San Giovanni Bianco. Questo piano sarà oggetto il prossimo anno di un intervento di ristrutturazione totale, finanziato con i fondi Pnrr (importo dell’investimento: 1.599.000 euro). Entro la fine del prossimo anno verranno infatti attivati altri 10 posti letto. Saranno sempre al secondo piano dell’edificio, nei locali attualmente utilizzati per le degenze della Week Surgery. La Week Surgery sarà invece spostata nei locali che fino al 2017 ospitavano la degenza di Ortopedia.

“I tempi di accoglienza – ha spiegato Simonetta Cesa, direttore socio-sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII – delle strutture sanitarie, riabilitative e di sollievo sono spesso dilazionati rispetto alla conclusione della fase acuta della malattia del paziente, costringendo gli ospedali a prolungare la permanenza in contesti per acuti di persone che non hanno più bisogno di servizi ospedalieri ma hanno ancora bisogni assistenziali elevati e non possono rientrare a domicilio. È un bisogno che esiste da tempo e per questo la nostra azienda già nel 2008 aveva attivato la Centrale Dimissioni Protette, tuttora operativa, che da allora offre una prima risposta alla difficoltà di dimettere pazienti ancora bisognosi di assistenza ma non più in condizioni di acuzie clinica”.

Implementati gli ambulatori infermieristici

“Nel corso di questi anni – continua Cesa – abbiamo anche implementato ambulatori infermieristici ospedalieri che rispondono ai bisogni di wound care (cura delle lesioni cutanee, ndr) e di stoma care (cura delle stomìe, ndr), ambulatori territoriali di prossimità fino al servizio dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. L’Ospedale di Comunità si colloca in questo percorso, partito da lontano, di crescita dei servizi dedicati ai cittadini più fragili. Rinforza il trait d’union tra l’ospedale, le cure sub-acute e il territorio”.

Nel corso del pomeriggio sono state anche inaugurate 3 sale operatorie, recentemente ristrutturate con nuovi impianti elettrici e di condizionamento (importo dei lavori finanziato da Regione Lombardia con 1.131.000 euro). Qui lo staff chirurgico della ASST esegue interventi di chirurgia generale, ortopedia, oculistica, chirurgia plastica, dermatologia e terapia del dolore in regime di day surgery o che richiedono una degenza breve (week surgery).

doz

Ottimizzato per il web da:
Andrea Filisetti

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