Occupazione femminile, assessore Rizzoli: in Lombardia è una priorità

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Regione ciclo d’incontri a favore della parità di genere

Parità di genere e occupazione femminile nel mercato del lavoro. È questo il tema che ha caratterizzato, a Palazzo Lombardia, il primo dei tre incontri ‘Zherogap’. Sono appuntamenti a porte aperte che Regione Lombardia ha scelto di dedicare ad una materia che l’Unione Europea definisce ‘ad alta priorità’.

L’evento inaugurale, realizzato in diretta streaming, è stato un’occasione per presentare alcuni degli aspetti chiave della strategia che Regione Lombardia attuerà. L’obiettivo è infatti incoraggiare l’aumento dei posti di lavoro per le donne su territorio lombardo.

L’assessore regionale alla Formazione e Lavoro, Melania Rizzoli, ha manifestato il proprio impegno per incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Ha espresso inoltre l’attenzione dell’intera Giunta per tutti quei temi legati alla parità di genere.

Occupazione femminile

“Ci troviamo davanti ad un problema culturale. Il tema della partecipazione delle donne al mercato del lavoro – ha spiegato – è un argomento estremamente complesso. In un territorio ricco e variegato come quello lombardo deve essere affrontato in modo strutturale e globale. Deve cioè tenere in considerazione variabili di natura economica, educativa, geografica, sociale e culturale. Il nostro è quindi un obiettivo di tipo occupazionale ma chiama alla partecipazione anche altre deleghe politiche importanti di Regione Lombardia”.

Occupazione femminilePassi avanti

In questo contesto è intervenuta con un contributo video l’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Alessandra Locatelli. “Dal punto di vista della formazione e del lavoro abbiamo fatto tanti passi in avanti negli ultimi anni. Ciò soprattutto grazie alle politiche mirate della nostra Regione, ma anche a livello nazionale. Per il futuro dobbiamo quindi mantenere questa direzione. Con più forza e determinazione  – ha sottolineato – per favorire l’accesso delle donne al mercato del lavoro, i percorsi di carriera e la parità salariale. Ma anche – ha ribadito – per incentivare lo studio delle materie Stem (Science, technology, engineering and mathematics). Siamo impegnati in politiche volte a garantire la conciliazione del lavoro domestico ed extra domestico, per un cambiamento culturale e una vera parità di genere”.

Colmare il divario

L’assessore Rizzoli ha poi spiegato che la decisione di portare il gap di genere al centro di una serie di eventi, deriva dall’esigenza di rimuovere un divario. Questa disparità provoca infatti conseguenze sia in termini di indipendenza che di qualità di vita per le donne. Infatti, sebbene la Lombardia presenti un livello di occupazione femminile più elevato rispetto alle altre regioni, si osservano ancora differenze discriminatorie.

Un incontro decisivo, a cui sono intervenuti esperti del settore. L’evento ha anche permesso di evidenziare come le maggiori conseguenze di tale divario si verificano nell’ambito salariale come in quello formativo. Infatti non risulta inferiore solo la retribuzione ma si osserva che le donne prediligono le materie umanistiche rispetto alle cosiddette Stem. Ciò crea quindi un vuoto occupazionale nelle professioni legate a queste materie.

L’evento

Il programma dell’evento ha visto, tra gli altri,  la partecipazione di: Carolina Pellegrini (consigliera di parità regionale) e Alessandra Rosina (Università Cattolica del Sacro Cuore).  Sono inoltre intervenute Barbara De Micheli (Fondazione Giacomo Brodolini), Mara Tanelli (Politecnico di Milano), Rita Palumbo (vicepresidente Terziario Donna Milano-Lodi-Monza-Brianza) e Valentina Cappelletti (Cgil Lombardia).  Coordinatori dell’evento: Paola Antonicelli e Paolo Mora (Regione Lombardia).

Il programma di azione legato alla parità di genere , che rientra sia nell’Agenda ONU 2030 sia nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) , sarà realizzato anche attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali. Per questo, sarà anche accompagnato da una consultazione pubblica.

fsb

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