rischio sismico

Uno stanziamento di 350.000 euro da destinare ai 57 Comuni lombardi che si trovano in ‘fascia 2’ della classificazione di rischio sismico, è stata deciso dalla Giunta regionale con l’approvazione di una delibera dell’assessore al Territorio e Protezione civile.

Obbligo di espletare funzioni trasferite nel 2015

Lo stanziamento è inteso come contributo per espletare al meglio le funzioni trasferite a questa tipologia di Comuni nel 2015, e riguarda le necessità organizzative e di supporto specialistico in materia di vigilanza sismica, in particolare per le spese di progettazione di interventi in messa in sicurezza sismica e di prevenzione del dissesto idrogeologico.

Le province interessate

Le province interessate sono quelle di Brescia con 52 Comuni, e Mantova con 5. “Anche quest’anno – ha commentato l’assessore – abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza a quei Comuni che si devono sobbarcare per obbligo di legge tutte le pratiche che concernono la normativa antisismica. In particolare, vi sono rilevanti oneri amministrativi, organizzativi e finanziari da espletare a seconda delle caratteristiche di rischio sismico nelle quali ricadono i diversi Comuni. In questo caso abbiamo voluto venire incontro ai quasi 60 Comuni lombardi in fascia 2, ossia i più a rischio della nostra regione”.

La classificazione delle zone sismiche

La classificazione delle zone sismiche è basata sull’intensità e sulla frequenza dei terremoti verificatesi nel passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche. In zona 2 sono i territori a rischio medio, dove cioè la possibilità di un sisma è probabile ma meno alta che in zona 1 (rischio alto), mentre la zona 3 raggruppa le zone dove la possibilità statistica di terremoti esiste, ma è meno probabile (rischio basso). Degli oltre 1.500 Comuni lombardi, nessuno è in fascia di rischio 1, mentre solo le province di Brescia e Mantova hanno Comuni in zona 2.

La legislazione italiana

La legislazione antisismica italiana prescrive, infatti, norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti. Nonchè, senza crollare, i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane.

Normativa per le costruzioni

“In particolare, per quanto riguarda il campo delle costruzioni, la legge in materia è alquanto complessa – ha spiegato l’assessore regionale – l’attuazione delle procedure amministrative delle pratiche edilizie e la valutazione degli aspetti ingegneristici richiedono notevole professionalità e dispendio di tempo”.

L’impegno per i Comuni

I Comuni beneficiari dovranno trasmettere a Regione Lombardia la ricognizione delle esigenze finanziarie. Ovvero le necessità relative a ore di straordinario dei dipendenti. Nonchè la manutenzione evolutiva del sistema informatico. Quindi l’affidamento di incarichi professionali e la partecipazione a corsi di formazione. Tale comunicazione deve avvenire entro il 31 ottobre 2020. La comunicazione avverrà per mezzo della casella di posta elettronica certificata territorio_protezionecivile@pec.regione.lombardia.it

Provincia di Brescia

Agnosine, Barghe, Bedizzole, Borgosatollo, Botticino, Brescia, Caino, Calcinato, Calvagese della Riviera, Capovalle, Castenedolo, Desenzano del Garda, Gardone Riviera, Gargnano, Gavardo, Ghedi, Idro, Lonato del Garda, Manerba del Garda, Mazzano, Moniga del Garda, Montichiari, Muscoline, Nave, Nuvolento, Nuvolera, Odolo, Padenghe sul Garda, Paitone, Polpenazze del Garda, Pozzolengo, Preseglie, Prevalle, Provaglio Val Sabbia, Puegnago sul Garda, Rezzato, Roè Volciano, Sabbio Chiese, Salò, San Felice del Benaco, Serle, Sirmione, Soiano del Lago, Tignale, Toscolano Maderno, Tremosine sul Garda, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Valvestino, Vestone, Villanuova sul Clisi e Vobarno.

Provincia di Mantova

Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio e Solferino.

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