Stati generali ricerca

Ministro: Regioni ruolo fondamentale nel rafforzare settore

Fondo europeo sviluppo regionale 2021-27, oltre 2 miliardi

Stati generali ricerca: l’innovazione e il suo impatto sulle nostre società. Ma anche programmazione europea e storie eccezionali di talento delle ricercatrici vincitrici dell’ERC (European Research Council) Grant, appena rientrate in Italia. Questi i temi al centro degli ‘Stati generali della Ricerca e dell’Innovazione’ della Regione Lombardia che si sono svolti quest’anno alla Villa Reale di Monza. Alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, del presidente di Regione Lombardia e dell’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione.

Ricerca, dunque, come punto da cui ripartire. Una giornata importante per confrontare esperienze, scoprire alcune delle più promettenti attive in Lombardia e riflettere su come incrementare ulteriormente l’attrattività del sistema universitario lombardo. Ma anche un incontro per conoscere gli interventi realizzati. Nonché approfondire i principali investimenti previsti dalla Regione nei prossimi sette anni.

Presidente Lombardia: ricerca e innovazione sono driver per la ripresa

“Ricerca e innovazione sono da sempre driver per lo sviluppo e la crescita del territorio” ha detto il governatore aprendo i lavori. “Oggi più che mai rappresentano una leva importante di ripresa”.

“Nel periodo che abbiamo appena vissuto – ha aggiunto – è stato difficile conservare fiducia nel progresso scientifico e tecnologico. Abbiamo sperimentato la diffusione di un virus che ci ha reso impotenti e impreparati. Ma la scienza è stata fondamentale per combatterlo. Proprio la scienza è stata riportata dall’emergenza sanitaria al centro del dibattito. I nostri ricercatori, le università, i centri di ricerca, le imprese hanno pure dimostrato una straordinaria capacità adattiva”.

Capitale umano asset fondamentale dello scenario socioeconomico

“La vera forza della Lombardia – ha sottolineato il presidente – risiede infatti nell’intelligenza del nostro capitale umano. Asset fondamentale nell’attuale scenario socioeconomico. Di certo, dalla comunità scientifica lombarda è possibile promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. A vantaggio dei territori e dell’intero Paese”.

“Per questa ragione – ha precisato – abbiamo fortemente sostenuto l’accordo di collaborazione fra i 4 IRCCS pubblici lombardi. Per lo stesso motivo guardiamo con fiducia alla nascita di un soggetto che, insieme a Human Technopole, sappia fungere da piattaforma lombarda a vantaggio delle scienze della vita. Così da promuovere e integrare tutti i soggetti che sul territorio si occupano di trasferimento tecnologico, con importanti ricadute sul sistema economico”.

“In Lombardia – ha concluso il governatore – si sviluppano materiali innovativi, si realizzano progetti d’avanguardia e oggi, proprio qui, possiamo toccare con mano gli sviluppi delle tecnologie per il futuro della mobilità. Frutto di una collaborazione virtuosa fra centri di ricerca e imprese”.

Nel corso dell’evento sono state illustrate le risorse della Programmazione comunitaria, il primo e più importante strumento che Regione Lombardia può mettere a disposizione del territorio. Per il 2021-2027 i capitali ammontano a 3,5 miliardi di euro. Con la somma del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Assessore alla ricerca: 2 miliardi per il periodo 2021-27

“Per quanto riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – ha spiegato l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione – abbiamo previsto di dedicare un totale di 2 miliardi per il periodo 2021-2027. Questo significa che le risorse rispetto allo scorso ciclo di programmazione 2014-2020 in cui erano 970 milioni di euro, oggi sono più che raddoppiate”.

Nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale più di metà delle risorse, quindi circa 1,1 miliardi di euro, saranno dedicate all’obiettivo strategico ‘Un’Europa più competitiva e intelligente’; 633 sono invece i milioni dedicati all’obiettivo strategico ‘Un’Europa più verde’ e 240 i milioni dedicati agli obiettivi di sviluppo sociale ‘Un’Europa più vicina ai cittadini’.

“Le nostre priorità – ha proseguito – sono chiare e precise: valorizzare i dati, anche attraverso l’adozione di metodologie di intelligenza artificiale; intensificare l’approccio di Open Innovation e favorire il trasferimento tecnologico. Per i prossimi anni sono previsti investimenti in progetti di sviluppo industriale di grandi dimensioni, la promozione di dottorati industriali, ma anche la nascita di Hub tecnologici su tematiche strategiche come il digitale, la mobilità sostenibile, la salute, l’economia circolare”.

Il metodo sarà quello già sperimentato in questi anni con gli Accordi per la Ricerca e con la Call Hub, due misure che hanno mobilitato investimenti pubblici e privati per oltre 434 milioni di euro, coinvolgendo quasi 400 partner, tra imprese e organismi di ricerca. Idee innovative, partenariati forti, capacità di intercettare le opportunità a livello europeo e internazionale.

Ministro: rafforzare compagine della ricerca italiana

“Con il Fondo Italiano per la Scienza e con le risorse previste dal PNRR – ha detto il ministro dell’Università e Ricerca – vogliamo rafforzare la compagine della ricerca italiana che passa prima di tutto dal rafforzamento delle persone. È un momento in cui tutti gli attori del sistema devono parlarsi e trovare le soluzioni migliori per lavorare sui centri nazionali per le tecnologie abilitanti, sugli ecosistemi dell’innovazione, sulle infrastrutture di ricerca, sui partenariati. E in questo le Regioni avranno un ruolo fondamentale. Dobbiamo riuscire  ad usare le varie misure in modo complementare per avere un forte impatto sul Paese, sulla popolazione, sui giovani”.

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