Primi test davanti al pubblico per vettura senza conducente

veicolo a guida autonoma
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VEICOLO A GUIDA AUTONOMA HA GIRATO ALLA VILLA REALE DI MONZA

E’ stata presentata  per la prima volta davanti al pubblico, alla Villa reale di Monza, nell’ambito della giornata dedicata agli ‘Stati generali della Ricerca e dell’innovazione’, il veicolo a guida autonoma realizzato grazie ai finanziamenti erogati da Regione Lombardia. La vettura è stata sviluppata all’interno del progetto ‘Teinvein‘ ha cui hanno collaborato ST Microelectronics Srl – OPTEC SpA – Optical & Optoelectronic Systems, Cover Sistemi S.r.l., C.S. Milano S.r.l., Politecnico di Milano – POLIMI, Università degli Studi di Milano – Bicocca, Ro Technology S.r.l. e Adecco Professional Solutions S.r.l.

UN CONTRIBUTO DECISIVO GRAZIE AGLI ACCORDI PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE

Il progetto è stato finanziato da Regione Lombardia attraverso gli Accordi per la Ricerca e l’Innovazione con 7,6 milioni di euro su un investimento complessivo di 13,9 milioni di euro. Il principale obiettivo è la realizzazione di una piattaforma di base per lo sviluppo di un veicolo completamente autonomo. Il tutto per vari obiettivi. Innanzitutto, la riduzione dell’impatto ambientale grazie all’adozione di strategie di guida meno inquinanti. Quindi, l’incremento della sicurezza stradale per passeggeri e pedoni, attraverso il monitoraggio dello stato psicofisico del conducente e dell’ambiente circostante. Un incremento da attuare anche utilizzando la comunicazione da e verso infrastrutture e veicoli adiacenti. Infine, la semplificazione della guida per i portatori di handicap.

IL GOVERNATORE: DAL PROGETTO DI VEICOLO A GUIDA AUTONOMA TANTE INNOVAZIONI

“Questa piattaforma – ha ricordato il presidente della Regione Lombardia – ci permetterà poter sviluppare e testare soluzioni di sicurezza innovative. Oltre a future modalità di trasporto. Un passaggio molto importante che va, sempre più, nella direzione di puntare sul settore della ricerca”.

L’ASSESSORE A RICERCA E INNOVAZIONE: RICADUTE SIGNIFICATIVE SUL MERCATO

“Questa auto – ha spiegato l’assessore regionale alla Ricerca e Innovazione – è un grande risultato che ci rende orgogliosi. Si tratta di un investimento di quasi 14 milioni di euro di cui 7,6 sono da parte di Regione Lombardia. La ricerca che ha portato alla creazione di questo prototipo avrà ricadute significative anche nel mercato attuale. Continueremo certamente a realizzare bandi innovativi come la ‘Call Accordi’ perché abbiamo raggiunto risultati sorprendenti”.

UN AIUTO IMPORTANTE PER LA MOBILITÀ DI CHI HA DELLE DISABILITÀ

“L’idea della partnership – ha spiegato Federico Cheli, docente di Dinamica e Controllo dei sistemi meccanici al Politecnico di Milano, che ha sviluppato il progetto – è nata dall’interazione proficua tra dipartimenti. Abbiamo iniziato dapprima a progettare, poi simulare il veicolo al calcolatore e infine a montarlo e a sperimentarne la guida nel circuito dell’autodromo di Monza, ora stiamo andando avanti nello sviluppo di nuovo logiche. Quest’auto è pensata in particolare per i soggetti disabili che ne sfruttano i sistemi di guida autonoma e poi la teleguida può trovare diverse applicazioni come, ad esempio, i centri di controllo del car sharing al fine del recupero delle auto”.

VERSO ULTERIORE SEMPLIFICAZIONE E SELEZIONE ECCELLENZE RICERCA

Nell’ambito dell’incontro sono poi intervenuti, alla tavola rotonda con l’assessore regionale all’Istruzione, Università e Ricerca le ricercatrici italiane vincitrici di ERC (European Research Council) Grants che hanno deciso di investire questi fondi di ricerca in Lombardia. Le ricercatrici hanno dato due input ai rappresentanti delle istituzioni presenti: ulteriore semplificazione e selezione delle eccellenze nella scelta della destinazione dei fondi di ricerca.

IL CONTRIBUTO DELLE RICERCATRICI VINCITRICI DELL’ERC

Si tratta di Valentina Bollati, professore associato del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano, dedita allo studio dell’epigenetica avanzata. Di Giulia Fulvia Mancini, professore associato del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia, tornata in Italia da meno di un anno per occuparsi dello studio dei materiali e della loro interazione con la luce. Inoltre di Paola Saccomandi, professore associato del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che, dopo il dottorato in Ingegneria Biomedica in Francia, è rientrata in Italia per applicare al settore sanitario, lo studio dell’interazione tra luce laser e tessuti.

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