Da presidio storico a nuova frontiera del turismo esperienziale: le miniere dismesse della Lombardia si candidano a diventare una delle mete più originali per visitatori italiani e stranieri. È quanto emerso dal convegno ‘Per una rete delle miniere turistiche in Lombardia‘, promosso dalla Regione in collaborazione con FLA (Fondazione Lombardia per l’Ambiente), Ordine dei Geologi della Lombardia, Associazione Nazionale Ingegneri Minerari e Associazione Ad Metalla.
Turismo nelle miniere dismesse della Lombardia

Nel corso dell’incontro, aperto dall’intervento dell’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione, le istituzioni, gli esperti e gli operatori del settore si sono confrontati sulle più recenti evoluzioni normative. E, ovviamente, anche sulle esperienze già attive a livello locale.
Evidenziando così il valore importante di un approccio integrato e coordinato per la gestione e la valorizzazione dei siti minerari dismessi.
Tutela dei siti minerari per restituire memoria
“La salvaguardia e la tutela dei siti minerari dismessi presenti sul nostro territorio – ha evidenziato Maione – vuole restituire alle nuove generazioni la memoria dei luoghi che hanno plasmato le popolazioni e le valli della Lombardia. Questi luoghi sono testimonianza della vita economica e sociale nella storia del nostro territorio“.
Finanziamento da 7 milioni di euro
“Regione Lombardia – ha ricordato l’assessore regionale – ha stanziato oltre 7 milioni di euro per finanziare 15 interventi su siti minerari dismessi, con l’obiettivo di trasformarli in poli di attrazione turistica e scientifica, valorizzando l’eredità storica delle comunità locali”.
Rapporto tra uomo, lavoro e ambiente

“Le miniere dismesse – ha sottolineato Stefano Clerici, direttore della Fondazione Lombardia per l’Ambiente – rappresentano un patrimonio che va oltre la dimensione storica e industriale: sono luoghi che raccontano il rapporto tra uomo, lavoro e ambiente”.
La cornice legislativa in materia
La Regione Lombardia è stata tra le prime realtà in Italia a dotarsi di una specifica cornice legislativa in materia, a partire dalla Legge regionale 28 del 10 dicembre 2009. Un percorso che si è consolidato con l’approvazione del Programma regionale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso (aprile 2021) e, più recentemente, con il Regolamento Regionale n. 6 del 4 novembre 2024. Questi strumenti definiscono linee guida chiare per il censimento dei siti e la costituzione di parchi geominerari, garantendo un esercizio coordinato tra attività minerarie e valorizzazione turistica.
L’attrattività dei siti
All’interno di un quadro generale i dati dell’Osservatorio regionale per il Turismo e l’Attrattività registrano una costante crescita. Infatti, con 45 milioni di presenze negli ultimi anni e con una componente internazionale superiore al 60% del totale, l’ente segna un trend in aumento anche riguardo l’attrattività legata all’archeologia industriale.
Elaborazioni su dati regionali e rilevazioni degli enti gestori indicano incrementi medi tra il 10% e il 20% annuo delle visite nei principali siti attrezzati.
Le miniere già avviate nel panorama turistico

Tra le esperienze più consolidate figura il sistema museale minerario della Val Trompia, nel Bresciano, con il sito di Pezzaze che negli ultimi anni ha superato stabilmente le 20.000 presenze annue, grazie a percorsi guidati in galleria e attività didattiche. In provincia di Bergamo, inoltre, la miniera di Dossena è stata riaperta al pubblico dopo un importante intervento di recupero. Il sito ha quindi registrato una crescita costante dei visitatori, attirando anche flussi extra-regionali. In Val di Scalve, nel territorio di Schilpario, infine, il parco minerario Andrea Bonicelli rappresenta un ulteriore esempio di valorizzazione, con migliaia di ingressi ogni stagione e una forte vocazione educativa.
Diversi target di visitatori
Il profilo del visitatore riflette l’evoluzione della domanda turistica: famiglie, scuole e gruppi organizzati, ma anche escursionisti e appassionati di turismo lento. Tra questi, la componente straniera, rilevata da PoliS Lombardia e ISTAT nei flussi regionali, si riflette anche su queste destinazioni, con presenze provenienti soprattutto da Germania, Svizzera, Francia e Paesi del Nord Europa.
La rete di miniere visitabili
Il territorio lombardo offre attualmente una rete diffusa di siti pronti ad accogliere visitatori, ricercatori e scuole. Tra queste, miniere in provincia di:
Bergamo
- Paglio-Pignolino (Dossena)
- Monte Vaccareggio (Dossena)
- Gaffiona (Schilpario)
- Costa Jels (Gorno)
- Caravino Casletto Costa Alta (Valtorta)
- Foghera (Oneta)
Brescia
- Marzoli (Pezzaze)
- Tassara – S. Aloisio (Collio)
- Petassa Costa (Malonno)
- Quattro Ossi (Pisogne / Sebino Bresciano). Fine lavori dicembre 2027.
Lecco
- Cortabbio (Primaluna)
- Pian dei Resinelli (Abbadia Lariana)
Sondrio
- Miniera della Bagnada (Lanzada), riapre nell’estate 2026
Varese
- Miniera Piodelle (Besano), apertura prevista per dicembre 2026.