coronavirus 6 milioni agroalimentare

Ben 3 milioni a Dop di montagna che hanno pagato allevatori. Non facciamo abbattere i prezzi

La Regione Lombardia ha stanziato lunedì 27 aprile 6 milioni di euro per stimolare la ripresa del mercato in ambito agroalimentare dopo il coronavirus. Le risorse saranno destinate al comparto lattiero-caseario e a quello vitivinicolo. È il primo step di un piano dedicato completamente all’agricoltura della nostra regione.

Due bandi da 3 milioni

Nei prossimi giorni saranno aperti due bandi da 3 milioni di euro l’uno. Il primo si chiamerà #iomangiolombardo e sarà principalmente dedicato ai prodotti caseari Dop di montagna. Ad anticiparne i contenuti è stato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

Liquidità per i caseifici

“Daremo risorse – ha dichiarato l’assessore Rolfi – in parte corrente che entreranno subito in circolo per sostenere le esigenze di liquidità dei caseifici, alimentare la filiera, continuare la produzione ed evitare l’abbattimento dei prezzi”. “Vogliamo procedere velocemente – ha continuato – e pubblicare il bando entro tre settimane”.

#iomangiolombardo per Dop di montagna

“Il bando #iomangiolombardo sarà costruito principalmente sulle Dop di montagna – ha spiegato l’assessore – per sostenere le produzioni di qualità che sono in difficoltà a causa della chiusura dei mercati, compresi ristoranti e agriturismi, della contrazione dei consumi e della difficoltà di accesso alla grande distribuzione. Se non a condizioni svantaggiose”.

I prodotti

“Penso – ha continuato – a prodotti come Strachitunt, Taleggio, Formai de Mut, Branzi, Formaggella del luinese, Nostrano Val Trompia, Casera, Bitto, Silter. Ma anche altre denominazioni, come Quartirolo e Salva cremasco, potranno rientrare”. “Con un eccesso di offerta, c’è il rischio – ha rimarcato l’assessore – di ricaduta anche sul prezzo del latte pagato agli agricoltori. Vogliamo acquistare direttamente questi prodotti per sottrarre al mercato un po’ di quantità e per aiutare le famiglie in difficoltà alle quali doneremo i formaggi, attraverso la rete di associazioni del territorio”. “Un modo concreto – ha aggiunto – per essere vicini all’agricoltura di montagna ed evitare il crollo dei prezzi dei formaggi. Tenendo alto, quindi, anche il prezzo del latte“.

Prezzo latte giusto e lotta a spopolamento

“Parteciperanno al bando – ha annunciato – i singoli caseifici che hanno sempre pagato un prezzo del latte adeguato agli allevatori”. “Dedichiamo particolare attenzione – ha concluso Rolfi – all’agricoltura di montagna. Perché è una pratica fondamentale contro lo spopolamento e per la salvaguardia ambientale del territorio”.

gus

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