Coronavirus, Rolfi: stop ‘fakenews’ su tv di Stato, ‘Report’ (Rai3) ha collegato allevamenti e Covid-19

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“Ai Consorzi di tutela prodotti chiedo stop pubblicità in Rai”

“Lunedì 13 aprile sera è andato in onda su ‘Report’ un servizio in cui si è provato a mettere in correlazione diretta la vocazione agricola e zootecnica della pianura Padana con la diffusione del coronavirus. Un tentativo maldestro, una balla colossale che non può essere diffusa in prima serata sulla televisione di Stato. È l’ennesima azione denigratoria infondata verso un settore economico che tiene in piedi il Paese”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura,
Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi.

Risposta di sistema del comparto agricolo

“Serve una risposta di sistema del comparto agricolo – ha proseguito Rolfi – magari interrompendo ogni forma di promozione pubblicitaria sui canali Rai, dato che la produzione agricola nazionale è vista così male”. “I soldi per promuovere – ha aggiunto – i nostri formaggi, vini e salumi possono tranquillamente essere investiti su altre emittenti ottenendo la stessa visibilità”.

Correlazione strumentale

“È stata fatta – ha continuato Rolfi – anche la solita, strumentale correlazione tra zootecnia e inquinamento senza raccontare i progressi in termini di innovazione e sostenibilità ambientale in campo agricolo”.

Pm10 calato a dismisura

“In queste settimane – ha ricordato l’assessore – l’agricoltura e la zootecnia non si sono fermate, ma la qualità dell’aria è migliorata considerevolmente. E la concentrazione di Pm10 è calata a dismisura”.

Il solito attacco

“Abbiamo visto su Rai3 il solito attacco ideologico, utile solo – ha aggiunto – a screditare un settore portabandiera del Made in Italy a tutto vantaggio delle multinazionali e dei competitor stranieri”.

Fondamentale dare notizie basate su nozioni scientifiche

“In questo periodo – ha detto l’assessore – è fondamentale dare notizie basate su nozioni scientifiche e su dati reali, non su opinioni di fondamentalisti”.

Una domanda su New York

“Seguendo la trasmissione – ha aggiunto – mi sono chiesto se anche a New York, la città più colpita al mondo dal Covid-19, ci sia una presenza massiccia di allevamenti di bovini e suini“.

Non mi risulta

“Al momento – ha concluso Rolfi – non mi risulta”.

gus

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