“Le Indicazioni Geografiche non sono solo un marchio di qualità, ma un motore strategico di sviluppo territoriale capace di generare valore economico e attrattività turistica”. Lo ha dichiarato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee con Prodotti d’Origine), intervenendo a Bologna al convegno ‘Bello, buono e di qualità. La Food Valley d’Europa tra strategia agroalimentare, turismo e Dop Economy’.
Nel suo intervento Beduschi ha sottolineato come le Indicazioni Geografiche rappresentino uno dei maggiori successi delle politiche europee. Fondate su un legame indissolubile tra prodotto, territorio e comunità. Un modello di sviluppo che trova nelle Regioni italiane un esempio emblematico. “Qui – dichiara Beduschi – le Indicazioni Geografiche hanno un ruolo centrale. In Italia valgono oltre 20 miliardi di euro, di cui 2,9 solo in Lombardia, che vanta un primato assoluto nel settore del lattiero caseario”.
Indicazioni geografiche motore di sviluppo per la competitività
Ampio spazio è stato dedicato al futuro Piano d’Azione europeo per le Indicazioni Geografiche, annunciato per il 2027 dal Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. “Ci aspettiamo un Piano ambizioso – afferma Beduschi – non un semplice elenco di misure tecniche, ma una visione politica che riconosca nelle IG uno strumento chiave per la competitività sostenibile, la coesione territoriale e l’identità culturale dell’Europa”.
Tra le priorità indicate il rafforzamento della tutela contro frodi e imitazioni e il sostegno concreto ai produttori e alle filiere. A ciò si aggiungono una maggiore integrazione tra Indicazioni Geografiche e turismo, la valorizzazione del contributo delle IG alla sostenibilità ambientale e alla tutela della biodiversità, oltre a investimenti su giovani, competenze e ricerca.
“Il futuro delle Indicazioni Geografiche – ha concluso Beduschi – passa anche dalle scelte sul prossimo Quadro finanziario pluriennale e sulla futura Politica Agricola Comune. Continueremo a lavorare affinché le politiche europee riconoscano pienamente il valore strategico dei prodotti di qualità e dei territori che li esprimono”.




