Mitigare gli effetti della crisi climatica su territorio, imprese e cittadini lombardi attraverso 87 azioni concrete ben definite e che afferiscono a 5 aree prioritarie: insediamenti umani, salute e sicurezza; infrastrutture; ecosistemi, biodiversità e foreste; agricoltura e zootecnia e attività economiche. È questo l’obiettivo della Strategia Integrata Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (SIRACC), presentata dell’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, al Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia. All’evento è intervenuto in diretta streaming anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Gli esempi della mattinata di confronto
Sono intervenuti anche la dirigente della Difesa del Suolo della DG Territorio e Sistemi verdi, Immacolata Tolone, il direttore al Welfare, Mario Melazzini, e il direttore vicario dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Andrea Azzoni, che hanno fornito esempi concreti di interventi nei loro rispettivi ambiti di competenza.
SIRACC, la proposta della Regione
La Strategia Integrata Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico è stata elaborata con il supporto scientifico di Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) ed è il primo strumento di questo tipo adottato a livello regionale in Italia. Il piano, infatti, costituisce lo strumento attuativo fondamentale della Legge per il Clima (l.r. 11/2025) che Regione Lombardia ha messo in campo per aumentare la resilienza del territorio, ridurre la vulnerabilità e limitare l’esposizione dei settori maggiormente coinvolti. Le linee d’azione regionali comprendono sia interventi trasversali che specifici per i cinque macro settori individuati.
La Lombardia e la sua Strategia sul cambiamento climatico
A titolo d’esempio, nell’ambito del piano dedicato agli Insediamenti umani, salute e sicurezza, Regione Lombardia (prima in Italia) ha delineato il ‘Regolamento di Invarianza idraulica e idrologica’ come strumento per promuovere una gestione sostenibile delle acque piovane e un uso responsabile del suolo. Si è discusso anche del ‘One health approach’ per il caso della West Nile: questa malattia infettiva, infatti, che era assente prima del 2009, in pochi anni è diventata un problema di sanità pubblica, registrando circa 40 casi neuroinvasivi all’anno con decessi attribuiti. La SIRACC, a tal proposito, ha disposto, quando la sorveglianza animale dà l’allarme, immediati processi di analisi delle sacche di sangue e aumento dell’attenzione nei pronto soccorso e tra i medici di medicina generale.
Nell’ambito Welfare, a esempio, sono previsti diversi interventi connessi al tema delle alte temperature come il monitoraggio degli infortuni sul lavoro correlati ai colpi di calore e all’eccesso di mortalità estiva, la imitazione delle attività lavorative all’aperto in condizioni di rischio da esposizione solare.
Anche nell’ambito turistico sono previsti numerosi interventi di adattamento alle mutazioni del clima, alle ondate di calore o alla scarsità della copertura nevosa a bassa quota, diversificando l’offerta e promuovendo nuovi modelli.
Nuovo Programma di Tutela e Uso delle Acque
E ancora, nell’ambito del nuovo Programma di Tutela e Uso delle Acque, a esempio, sono incentivate misure relative alla gestione dei livelli/invasi dei laghi per l’eventualità di crisi idriche, per un utilizzo della risorsa ‘in concorso’.
Val la pena citare anche gli investimenti per la prevenzione ed il ripristino di danni a foreste dovuti ad avversità atmosferiche, incendi, dissesto idrogeologico, attacchi di organismi nocivi e fitopatie e azioni strutturali per il miglioramento del sistema irriguo ai fini del risparmio e dell’uso efficiente della risorsa idrica, nonché investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima, benessere animale e interventi strutturali di biosicurezza, per potenziare le performance climatico-ambientali delle aziende agricole e il miglioramento del benessere animale negli allevamenti.
Maione: per Lombardia più resiliente declinare politiche in ogni settore
“Intervenire sul clima – ha affermato l’assessore regionale Maione – implica la capacità di declinare le politiche pubbliche in ogni settore, dall’economia alle infrastrutture, dalla sanità al governo del territorio, includendo requisiti, e modalità attuative che tengano conto degli obiettivi di mitigazione e adattamento”.
Principio fondamentale del piano è, infatti, l’integrazione, che permette di creare una connessione tra i diversi settori colpiti dalla medesima emergenza, quella climatica. La Strategia Integrata Regionale di Adattamento, dunque “non è soltanto di un documento di analisi degli scenari climatici e delle misure regionali già in atto – ha sottolineato l’assessore – ma uno strumento che descrive puntualmente i rischi associati ad ogni fattore di cambiamento climatico, in modo da orientare in modo concreto e trasversale l’insieme delle future politiche regionali: dal governo del territorio alla tutela della salute, dall’agricoltura alle infrastrutture”.
“La sfida che abbiamo di fronte è complessa – ha concluso Maione – ma rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la capacità di risposta del nostro territorio e per costruire una Lombardia più resiliente, sostenibile e preparata ad affrontare le trasformazioni in atto”.
Ministro Pichetto Fratin: misure della Lombardia mettono in sicurezza motore del Paese
“Le azioni messe in atto da Regione Lombardia – ha detto il ministro Pichetto Fratin nel corso del suo intervento – sono importanti per mettere in sicurezza quello che è il territorio modello e motore del nostro Paese”.
“Milano – ha concluso il ministro – è una capitale economica, e la Pianura Padana, la più grande area industriale d’Italia. Massima dev’essere l’attenzione a questo territorio, così come la consapevolezza del cambiamento climatico che è in corso”.
DG FLA, Stefano Clerici: la sfida è capire come governare il cambiamento climatico
“La Strategia Integrata Regionale non è un esercizio teorico – ha dichiarato il direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Stefano Clerici – ma una risposta concreta a un dato di fatto: il clima cambia e i territori devono essere messi nelle condizioni di adattarsi. Il lavoro di Fondazione Lombardia per l’Ambiente è stato proprio questo: togliere il tema dalle dichiarazioni di principio e portarlo su un piano operativo, mettendo a disposizione dati, analisi e strumenti utili a chi amministra”.
“Parliamo di scelte che incidono direttamente sulla vita delle comunità – ha continuato il direttore di FLA – dalla gestione dell’acqua alla difesa del suolo, dalla pianificazione urbana fino alla prevenzione dei rischi. La sfida è capire come governare il cambiamento climatico per farlo servono strumenti seri, continuità e capacità di tradurre la conoscenza in decisioni”.