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Il 12% dei pazienti della struttura giunge da altre regioni
Per ‘Newsweek’ Niguarda nei primi 50 migliori ospedali mondiali

“La prima buona notizia è che si stanno riassestando i flussi al Pronto soccorso. All’epoca dell’emergenza Covid erano quasi tutti relativi al virus. Ora, che stiamo tornando progressivamente alla normalità, ci ritroviamo a fronteggiare ogni tipo di patologia. Ciò avviene
con un’attenzione in più, perché sottoponiamo tutti coloro che arrivano al Pronto soccorso a tampone, per individuare eventuali casi asintomatici”. Lo ha detto Marco Bosio, direttore generale dell’ospedale Niguarda di Milano, intervenendo in diretta nell’approfondimento sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie online.

I numeri durante il Covid

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“L’ospedale Niguarda – ha spiegato il direttore generale – in questi mesi dell’emergenza Coronavirus ha trattato più di 1.200 pazienti, attivato 96 posti letto di terapia intensiva, pur
mantenendo attive strutture di eccellenza come, a esempio, l’area dei trapianti, quella cardiovascolare o, ancora, l’unità spinale. Abbiamo effettuato 2.500 interventi chirurgici e 49 trapianti proseguendo così anche l’attività no-Covid”.

La certificazione della qualità mondiale

Guardando all’attività del ‘Niguarda’, il direttore Bosio ha ricordato che il 12% dei pazienti giunge da fuori regione e che, qualche settimana prima del Covid, l’ospedale ha ricevuto una ‘certificazione’ che lo colloca al 47° posto nella classifica ‘World’s best hospitals 2020’, della rivista americana ‘Newsweek’, realizzata in collaborazione con ‘Statista Inc.’ e ‘Geoblue’. Unica realtà italiana nella graduatoria dei migliori ospedali del mondo.

Tra i primi dieci, cinque lombardi

“Nella sezione di questa graduatoria, dedicata all’Italia, tra i primi dieci – ha quindi precisato il dottor Bosio – ci sono cinque strutture lombarde”.

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