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Obiettivo Zero NEET in Lombardia, presentato il ‘progetto Rondine’

Al Belvedere ‘Silvio Berlusconi’ di Palazzo Lombardia si è svolta la conferenza stampa di presentazione di ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’, programma promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia in collaborazione con Intesa Sanpaolo

Un’alleanza educativa tra Regione e Fondazione Cariplo

La dispersione scolastica non si combatte soltanto con più didattica, ma con scuole capaci di ascoltare, includere, orientare e dare senso al futuro. È da questa convinzione che prende forma ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero‘, il progetto presentato oggi in Regione Lombardia da Rondine Cittadella della Pace, nell’ambito del programma ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con la partecipazione di Intesa Sanpaolo.

Il ‘Metodo Rondine’

L’iniziativa porta nelle scuole lombarde il ‘Metodo Rondine’, un approccio educativo centrato sulla trasformazione creativa del conflitto, sul dialogo e sulla corresponsabilità. L’obiettivo è rafforzare la qualità delle relazioni educative, prevenire il disagio giovanile, intercettare i segnali di demotivazione e contrastare l’abbandono scolastico agendo non sull’emergenza, ma sulle cause profonde della fragilità.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Greta Corioni, studentessa della 5ª Sezione classico del Liceo Vida di Cremona, Amèlie Rose Cattaneo, Rondinella d’Oro, e Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace.

Fontana: ogni ragazzo fermo è un talento da riattivare

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene alla conferenza stampa di presentazione di ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’, programma promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia in collaborazione con Intesa Sanpaolo“Il fenomeno dei NEET ci interroga: dietro ogni ragazzo fermo – ha sottolineato il presidente Fontana – c’è un talento da riattivare. In Lombardia vogliamo intercettare quanto prima i segnali di fragilità e isolamento e, per questo, investiamo in percorsi che uniscano scuola, formazione e lavoro. ‘Sezione Rondine’ porta nelle classi relazioni educative più forti e orientamento vero. Prevenire la dispersione significa dare fiducia, metodo e prospettive concrete. La scuola non deve lasciare indietro nessuno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Con ZeroNeet rafforziamo un’alleanza stabile con Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. È un patto territoriale che coinvolge istituzioni, comunità educanti e imprese”.

Il cuore del progetto è un’idea precisa: la scuola non è soltanto il luogo dell’istruzione, ma uno spazio decisivo di riconoscimento, crescita e costruzione della persona. In questo quadro, il Metodo Rondine diventa uno strumento concreto per migliorare il clima di classe, sostenere docenti e studenti e rendere più forte l’intera comunità educante. Un metodo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.

Tironi: rimettiamo al centro la persona e le relazioni

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, interviene alla conferenza stampa di presentazione di ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’, programma promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia in collaborazione con Intesa Sanpaolo“Con ‘Sezione Rondine’ – ha evidenziato l’assessore Tironi – portiamo nelle scuole lombarde un metodo che rimette al centro la persona e le relazioni. È qui che si gioca la battaglia contro la dispersione e, a cascata, del rischio di diventare NEET. Regione Lombardia sta rafforzando l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico, con attenzione alle transizioni più delicate. Investiamo su formazione dei docenti, tutoraggio e alleanze stabili con famiglie, territorio e terzo settore. Stiamo potenziando i percorsi di istruzione e formazione professionale e i collegamenti con le imprese”.

“Con ZeroNeet – ha chiarito – uniamo risorse e competenze per intercettare i ragazzi che rischiano di uscire dai radar. L’obiettivo è costruire per ciascuno un progetto di vita, non una risposta temporanea all’emergenza. Rondine ci aiuta a trasformare i conflitti in crescita e a ricostruire motivazione e fiducia. È una sfida educativa e sociale che affrontiamo insieme, perché nessun giovane resti indietro”.

I numeri del progetto Rondine

Il progetto ha già avviato una diffusione capillare sul territorio regionale, a partire da tre scuole pilota: ISIS Romero di Albino (Bergamo), Scuola Bottega (Brescia) e Liceo Vida (Cremona), dove sono state attivate sei Sezioni Rondine, primo nucleo di una sperimentazione destinata ad allargarsi. La formazione e la coprogettazione sono organizzate e realizzate da Rondine Academy insieme all’Ufficio scuola di Rondine Cittadella della Pace; la formazione dei tutor è progettata e realizzata da Rondine Academy in partnership con Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ad oggi, il progetto ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’ in Lombardia coinvolge la Città Metropolitana di Milano, 10 Province, 24 scuole, 236 docenti in formazione, 224 docenti già formati, 26 tutor formati, 6 Sezioni Rondine attivate e 111 studenti inseriti nel percorso. Numeri che raccontano non soltanto l’avanzamento dell’iniziativa, ma la possibilità concreta di costruire una scuola più vicina, più consapevole e più capace di non perdere nessuno.

Non un’attività aggiuntiva, ma un percorso strutturale

‘Sezione Rondine’ non si configura come un’attività aggiuntiva o episodica, ma come un percorso che entra in modo strutturale nella vita della scuola. Il progetto prevede infatti la formazione dei docenti dei Consigli di classe al Metodo Rondine, la preparazione di tutor capaci di agire come facilitatori relazionali, la co-progettazione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) attraverso il Percorso Ulisse – che integra orientamento, educazione civica e formazione scuola-lavoro – e l’attivazione di pratiche educative e laboratoriali in grado di connettere competenze cognitive, trasversali e socio-emotive.

La finalità è chiara: individuare in anticipo i segnali di disagio, isolamento e rischio di abbandono, aiutando ogni studente e ogni studentessa a sentirsi riconosciuto, sostenuto e protagonista del proprio cammino. In questa visione, apprendimento e relazione non sono due piani separati: il successo scolastico passa anche dal benessere, dal senso di appartenenza e dalla qualità dei legami che si costruiscono in classe.

La sfida di oggi: 150.000 ragazzi lombardi non studiano né lavorano

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, e il fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari, partecipano alla conferenza stampa di presentazione di ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’“I 150.000 NEET presenti oggi in Lombardia – ha commentato il presidente Azzone – rappresentano una sfida che riguarda il futuro sociale, economico e civile della nostra regione. Per questo abbiamo scelto di lavorare insieme in una partnership fondata su un obiettivo condiviso: ridurre il fenomeno, fino ad azzerarlo. Accanto al recupero dei ragazzi che oggi sono fuori dai percorsi di studio e lavoro, è decisiva la prevenzione, perché evitare che nuovi giovani restino indietro è la forma più efficace di intervento. In questo quadro, il modello Rondine ci offre una prospettiva concreta e innovativa: mettere al centro la persona, riconoscerne l’unicità e costruire risposte formative più adatte ai cambiamenti della società e del mercato del lavoro. La scuola e i processi educativi non possono restare gli stessi di vent’anni fa, mentre tutto intorno cambia profondamente. Questa sperimentazione potrà diventare un’esperienza da scalare e rafforzare” .

La forza per ripartire e generare cambiamento

“Questa sperimentazione – ha spiegato il presidente Vaccari – nasce da un incontro, dal coraggio di mettersi in ascolto e dalla volontà di costruire insieme qualcosa di concreto per i giovani. La Sezione Rondine è, prima di tutto, questo: persone e istituzioni diverse che si riconoscono in un obiettivo comune e decidono di lavorare nella stessa direzione. Oggi sappiamo che il processo educativo ha bisogno di essere ripensato in profondità, perché non possiamo continuare a rispondere con gli strumenti di ieri alle fragilità e alle domande di oggi. Vogliamo raggiungere risultati concreti, certo, ma vogliamo farlo creando un habitat della fiducia, perché è nella fiducia, anche quando è ferita, che si trova la forza per ripartire e generare cambiamento. Per questo il grazie oggi va a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo percorso: istituzioni, dirigenti scolastici, mondo della scuola e giovani, che sono il cuore di questa sfida”.

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